Giovedi 21 settembre 2017 03:38

Miss Italia e la gaffe sul 1942, uno spaccato di quel che siamo oggi




Si dice che alle donne belle viene perdonato tutto. E' così anche per la neo Miss Italia, Alice Sabatini, che ha toppato alla semplice domanda di Claudio Amendola che ha rivolto alle tre finaliste: in quale epoca storica avreste voluto vivere e perchè? Quella della più bella d'Italia, 18enne di Viterbo, è stata una risposta che ha gelato il sangue del pubblico presente e di quello a casa «Mi sarebbe piaciuto vivere nel 1942 per vivere la seconda guerra mondiale. Sui libri ci sono pagine e pagine ed io avrei voluto viverla. Poi essendo donna non avrei fatto il militare quindi sarei rimasta a casa ad aspettare». Non ci sono parole per questa risposta vuota e insensata che mi ha lasciata spiazzata in un primo momento, ma poi riflettendoci ho pensato perchè meravigliarsi? In fin dei conti viviamo in una società che ci impone di essere poveri di contenuto dal momento che l'importante è apparire e non certo mostrarsi una persona culturalmente ricca e con valori. E Miss Italia non è altro che lo specchio di questa società contraddistinta da una pochezza intellettuale che colpisce la maggior parte dei giovani e delle giovanissime che preferiscono mercificare il proprio aspetto fisico piuttosto che alimentare e nutrire le proprie menti. Dunque il problema per me è a monte e non certo la gaffe della Sabatini, conseguenza di un analfabetismo funzionale che ha colpito la società italiana, che probabilmente avrà dato questa risposta proprio per generare l'effetto scandalo e far sì che il suo nome rimanga nella pagine di Miss Italia. Mossa astuta? Sarà. D'altro canto se così è la più bella d'Italia è riuscita nel proprio intento. In caso contrario, invece, pazienza. Tiriamoci l’ennesimo pizzicotto sulla pancia e sorridiamo amaramente dinanzi al messaggio che sembra passare: attenzione al solo aspetto fisico e con un bagaglio culturale che ci mette in difficoltà dinanzi anche a domande semplici come quella di Amendola. © Riproduzione riservata