Mercoledi 22 novembre 2017 23:02

Brexit? Nessuna sceneggiata napoletana, siamo partenopei ed europei




Brexit, è il tema caldo di questi ultimi giorni che sta sconvolgendo i mercati azionari. La scelta dei britannici di abbandonare l'Unione europea sta rendendo afoni svariati opinionisti di economia politica e non, impegnati tra talk show televisivi ed interviste ma soprattutto sta consumando le tastiere di molti colleghi giornalisti. Il 23 giugno, mentre i sudditi di sua maestà si recavano in massa alle urne, su Panorama è uscito un interessante articolo, un pezzo incalzante e ben scritto in cui, con ironia e provocazione, si critica la scelta di un referendum di cui non si sono valutate opportunamente le conseguenze. Condivisibile o meno l'articolo ha un suo perchè, ad eccezione di un periodo dove il perchè con il punto esclamativo si trasforma per un attimo in un perchè interrogativo. «Alcuni britannici credono che votando sì alla Brexit potranno dirci addio garbatamente, senza porte che sbattono e piatti a terra in frantumi. Nessuna scenata, siamo pur sempre europei, mica partenopei». Perchè? D'accordo, non cadiamo nel vittimismo, è forse un semplice parallelismo con la sceneggiata napoletana ed un'ardita provocazione. Qui a Napoli, d'altronde, la Brexit non è stata certo accolta in maniera differente rispetto al resto d'Europa. Anzi è uno spettacolo, quello che sta andando in scena tra Bruxelles e Londra, che non coinvolge eccessivamente la platea partenopea e di cui gli stessi Murolo e Di Maio avrebbero fatto fatica a scritturare il trinomio protagonista. Perchè se da un lato 'o malamente potrebbe essere Farage o simbolicamente gli stessi britannici, chi dovrebbero essere i protagonisti positivi? Chi isso e chi essa? Renzi, Hollande, la Merkel? Qui a Napoli aspettiamo seduti in platea, come il resto degli italiani, ma senza strapparci i capelli: siamo pur sempre europei. © Riproduzione riservata