Domenica 19 novembre 2017 16:39

Anatolij, la sua vita valeva 300 euro? Lui, l’immigrato morto da vero italiano




Cronaca di una rapina nell'hinterland napoletano, un morto. Qui da Castello di Cisterna è tutto. Morire per 300 euro, una miseria, se poi quei trecento euro non sono neanche i tuoi la miseria diventa follia. E' questo il pensiero che passa nella testa di migliaia di napoletani e dei pochi italiani che hanno visto qualche spezzone di tg. La morte, se non può portare dietro una coda di polemiche, non fa notizia ed un immigrato, per di più con regolare permesso di soggiorno, che muore per difendere degli onesti lavoratori di un piccolo supermercato merita al massimo qualche articolo di cronaca ed un servizio con immagini di repertorio. Se Anatolij quelle pallottole invece che prenderle le avesse usate  per colpire il cassiere del market con ogni probabilità il suo nome, anzi no, l'immigrato  cattivo venuto dall'Est a fare in Italia quello non può fare, starebbe su tutti i giornali e soprattutto impasterebbe la bocca dei politici che stanno cavalcando la disperazione degli italiani con l'odio verso tutto e tutti: i clandestini sui barconi, gli immigrati alla frontiera, il filo elettrificato, le ruspe e l'Europa bigotta. Anatolij è morto a 38 anni, l'ha fatto meglio di qualunque italiano nazionalista che sbraita dietro una tastiera, ha lottato contro un'ingiustizia ed ha sacrificato la propria vita. Le bestie, quelle vere, quelle che hanno ucciso per una miseria, sono scappate nascoste sotto un casco nero. Chissà se dietro quel casco c'era un nigeriano, un siriano, un pakistano o un italiano. © Riproduzione riservata