Martedi 19 settembre 2017 13:42

I Peggiori, Napoli palcoscenico di due eroi a pagamento
Il film esordio di Vincenzo Alfieri




Gli eroi son tutti giovani e belli recitava una canzone di Guccini di qualche anno fa. Se poi sono due simpatici romani che vanno a vivere a Napoli per accudire la sorella “scugnizza” abbandonata da una madre delinquente fuggita chissà dove, allora la trama è bella che impastata.

Parliamo di “I peggiori – eroi a pagamento”, un film di Vincenzo Alfieri (attore, sceneggiatore e regista esordiente) che uscirà nelle sale il 18 Maggio. I peggiori sono due fratelli che si trovano ad arrabattarsi, a fare qualsiasi lavoro per pagare l’affitto di casa e mantenere la custodia della tredicenne Chiara (Sara Tancredi): c’è Fabrizio (Vincenzo Alfieri) che da neo avvocato finisce a fare l’archivista di Stato al Centro direzionale, con di fronte un responsabile d’eccezione, Arturo (un Francesco Paolantoni in stato di grazia); e poi c’è Massimo (Lino Guanciale) che, barcamenatosi tra un mestiere e l’altro, passando per la disoccupazione, al momento della nostra storia, fa l’operaio in un cantiere edile che – nemmeno a dirlo – cela un losco giro di affari.

Quindi la nostra bella Napoli e le solite tematiche sociali: il lavoro che non si trova, il lavoro che si trova ma sempre con una parola vicino – come diceva Troisi – il lavoro a nero, ad esempio, oppure lavoro non pagato, il lavoro sotto ricatto, l’assenteismo, l’immigrazione, lo straniero buono e il delinquente, l’imprenditoria che sfrutta i vuoti di giustizia, una giustizia che nel film viene incarnata davvero bene da Biagio Izzo, ispettore dedito al lavoro e alla figlia.

Sono tante le problematiche buttate velocemente sullo schermo, uno sguardo panoramico, superficiale ma non distratto, pensato per sorvolare su tutto, proprio come dovrebbero fare gli eroi. Interessante sicuramente il fatto che il regista non cada nel tranello di affibbiare a Napoli soltanto tutte queste brutture. Con una sola battuta, infatti, le rifila all’Italia intera.

Se un tempo l’eroismo era deciso dai posteri, al giorno d’oggi c’è talmente tanto bisogno di eroi che il popolo non vede l’ora di innalzare anche due “poveracci” come Massimo e Fabrizio a divinità del momento e persino a pagarli per non aspettare la giustizia, che forse nemmeno arriverà, e vendicare nell’immediato torti e brutture subite. E allora arrivano loro, due eroi improvvisati, un imprevisto, uno scherzo, un gioco che il web e i social innalzano a verità.

I Peggiori di Vincenzo Alfieri è un film che scorre piacevole e diverte ma è anche un film che può regalare un briciolo di riflessione in più. Infilandosi nel solco aperto nel 2014 dal Ragazzo Invisibile dal regista napoletano Salvatores e proseguito da Mainetti nel 2015 con Lo chiamavano Jeeg Robot, Alfieri pone un altro tassello nella cinematografia italiana contemporanea.

È l’eroe quotidiano il protagonista del momento, perché – come diceva Kierkegaard – è bene che l’eroe non sia troppo in alto, altrimenti diventerebbe irraggiungibile e le persone comuni sentirebbero l’impossibilità di essere buone e giuste. Allora l’eroe non è più una divinità, è un uomo qualsiasi, magari proprio la peggiore canaglia tra tutti, ma è quell’uomo qualsiasi che affronta le vicissitudini della vita, forse proprio perché il vero eroismo sta tutto lì.

E allora, visto che ho aperto l’articolo con una canzone, mi piace chiuderlo con un’altra canzone: “Non combatterò per te né draghi, né mulini a vento, né demoni dell'inferno… Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici, condomini, dentisti, rompipalle, bottegai”. Così cantava Vecchioni. Questo il nostro eroe di oggi. Forse i peggiori eroi sono proprio quelli che ci salveranno.

 

 

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