Sabato 24 febbraio 2018 18:27

Il titolone di Libero sui napoletani è la cosa più divertente della giornata
Non credevo che la prima pagina di un giornale potesse risultare così simpatica, la redazione di Libero è riuscita in un'impresa molto difficile.

02 marzo 2017



Non sono solito leggere giornali come Libero ma, questa mattina, mi sono ritrovato il flow di facebook invaso dai grab della prima pagina del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. I miei amici commentavano furiosi, ma io - leggendo - mi sono divertito parecchio. Non avevo mai visto una prima pagina del genere con sociologia, politica, cronaca e sport mischiati insieme come acqua, olio e benzina nella stessa bacinella. Il titolone «Piagnisteo napoletano» mi ha lasciato abbastanza indifferente. Si poteva fare uno sforzo di banalità e ricorrere a «Sceneggiata napoletana» ma, evidentemente, hanno voluto puntare sull'originalità. Il vero divertimento è il sottotitolo della testata.

Libero ci è andato subito giù duro. «I partenopei sono assenteisti ma pretendono più assunzioni». Gli indagati del Loreto Mare sono rappresentativi di tutti gli impiegati nella funzione pubblica a Napoli? Una città che ha subìto un caso di assenteismo diffuso non ha diritto a chiedere più assunzioni per garantire un miglioramento dei servizi? Potrebbero già fermarsi e conquistare la palma di idoli della giornata, ma c'è dell'altro. Molto altro. Non resta che andare avanti. «Nel pubblico sono il doppio che al Nord». Paragonare una città ad una macroregione mi appare stravagante sotto il profilo statistico, ma la parte divertente è un'altra: un recente studio di ImpresaLavoro su dati Istat e della Ragioneria Generale dello Stato ha evidenziato come la Campania (già mi pare meglio come campione statistico) sia sottodimensionata nel rapporto numero di dipendenti pubblici sul totale degli occupati e non vada oltre una posizione di rincalzo della graduatoria. Chi c'è al primo posto? La Valle d'Aosta.

Subito dopo si passa al calcio, finalmente (non sono state forse le polemiche post Juve-Napoli a titillare la genialità della redazione di Libero?). «Nel calcio se perdono attaccano l'arbitro anche quando hanno torto». Questa asserzione mi ha divertito meno, avrei solo messo un paio di virgole in più. «Hanno venduto Higuain e frignano dimenticando di aver comprato Maradona». Che c'entra? Maradona arrivò dal Barcellona nel 1984, Higuain è andato alla Juventus nel 2016. Mi arrovello parecchio, ma non riesco a trovare il nesso. «E non sorvoliamo sul commercio di sfroso (che bella parola sfroso) e sull'appalto che ha fatto tremare il governo». Se l'appalto fa tremare il governo, è un problema di portata nazionale o locale? Qualcosa non torna. «In Sicilia pagano l'assistenza anche ai morti». In Sicilia? Ma che c'entrano i poveri siciliani? Io, una volta, ci ho messo dieci ore di Intercity per tornare a Napoli da Palermo. Ve lo giuro, amici di Libero, non sono vicine (presi l'Intercity perché l'Alta Velocità in Italia finisce a Salerno, ma non vorrei fare piagnistei). L'ultima affermazione del sottotitolo è «Non se ne può più». Non è vero, io mi stavo divertendo.

Finito lo sballo della testata, mi sono addentrato nella pagina. E ho trovato subito il modo di tornare allegro. Il dottor Cruciani, dopo attente valutazioni, ha la diagnosi per i mali del Mezzogiorno. «Il vittimismo vero male del Meridione». Asserisce con sicurezza, sarà il caso di credergli. Grazie Giuseppe, ne terrò conto mentre leggerò l'articolo a fianco che si intitola «Lombardi e veneti esasperati». Dall'altro lato, ecco il direttore Feltri. «La guerra delle parole porta in tribunale addirittura Belpietro». Strano, guardando questa pagina non lo avrei mai detto. Come dite? C'è anche un'altra prima pagina che ha fatto scalpore? Quella di Tuttosport? Pubblicano una vignetta che punta a mettere in ridicolo i napoletani storpiando una vignetta con il dialetto? Ma fatemi il piacere. Ah, ma l'hanno già detto loro.

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