Sabato 25 novembre 2017 03:06

Ad un anno dalla morte di Ciro non abbiamo ancora imparato la lezione




Niente da fare, siamo ancora lontani. Durante questi 365 giorni ci siamo interrogati, abbiamo parlato, ci siamo confrontati. Ma siamo ancora lontani dalla risoluzione del problema. Esattamente un anno fa, lo sparo di una pistola spezzava la vita di Ciro Esposito. Che è morto in quel momento, i giorni successivi sono stati solo sofferenza. Un atto incredibile, ingiustificabile. Perché compiuto da uno che con Napoli-Fiorentina, finale di Coppa Italia in programma allo Stadio Olimpico di Roma, non c'entrava nulla. Una morte assurda, avvenuta a poche centinaia di metri dallo stadio, causata da un'organizzazione dell'ordine pubblico totalmente strampalata. Il seguito non è stato migliore. Non mi sarei aspettato certo un'ammissione di responsabilità o addirittura delle dimissioni, conosco troppo bene l'andazzo. Ma delle contromisure si. Invece l'Italia del calcio è ancora ostaggio della violenza, senza che nessuno muova un dito. I tifosi olandesi devastano la fontana di Piazza di Spagna, bombe carta esplodono nella curva del Torino, infamie contro Antonella Leardi appaiono in Curva Sud. Senza che nessuno faccia nulla. Non dopo gli episodi, perché le squalifiche dei settori e le multe alle società fanno sorridere. Ma prima, quando sarebbe il caso di prevenire. Gli stadi (e le aree antistanti gli stadi) continuano ad essere terra di nessuno, prima dei match. Gli impianti continuano ad essere intrappolati da reticolati e aree di prefiltraggio, totalmente inutili. Provvedimenti senza né capo né coda, come la Tessera del tifoso, che è carta straccia. Non tutela le persone perbene che vogliono andare allo stadio e non limita i violenti. Le leggi vere, quelle che chiudano finalmente la questione, non sono neanche in programma. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, le ha chieste durante nelle ultime interviste: norme serie, che permettano alle società di concertare con le forze dell'ordine, partecipando attivamente alla garanzia della sicurezza. Un punto condivisibile, che meriterebbe di essere sviluppato. Invece, le sue provocazioni sono rimaste lettera morta. Regna la demagogia e le dichiarazioni che fanno presa sull'opinione pubblica. Renzi ha invocato che le società di calcio paghino il servizio d'ordine pubblico allo stadio. Polizia di Stato pagata da un soggetto privato, una proposta stravagante. Che comunque non risolve il problema. Allora cosa resta della morte di Ciro? Resta Antonella Leardi, che è diventata un po' la mamma di tutti i napoletani. Con dignità e fermezza d'animo ha mostrato il volto migliore della nostra città. Ha incassato ingiurie e offese, rispondendo con serenità. E' diventata la bandiera della Napoli perbene e della Scampia che ha voglia di riscatto. Avrebbe potuto urlare, invocare vendette. Invece ha chiesto giustizia e una pagina nuova. © Riproduzione riservata