Sabato 18 novembre 2017 09:33

Ischia non è l’inferno, ora non lasciamola sola




La nottata è passata. Ci ha lasciato due morti, alcune decine di feriti, distruzione e uno squarcio nel cuore. Perché a Ischia vogliamo tutti bene. Chi la conosce porta nel cuore l'odore dolciastro della natura nei pomeriggi di sole, del silenzio interrotto solo dal canto delle cicale, a piazza Bagni, La Rita, La Sentinella e piazza Maio, e l'ombra ristoratrice della Borbonica, tangenziale ante litteram che collega Casamicciola e Forio. Per me l'Ischia è il luogo del cuore. Lì ci ho passato ventotto estati e gran parte dei ricordi legati alla mia infanzia e alla mia adolescenza sono legati a quei luoghi, percorsi migliaia di volte in bicicletta o in motorino, che ora vedo in ginocchio. Da quello che emerge pare quasi che l'isola abbia cambiato volto, trasformandosi da paradiso in inferno. Non è così. Ischia non è cambiata.

Ha accusato il colpo, sta pagando per l'avventatezza nel costruire, ma resta un luogo magico, fatto di tramonti rossastri, vino bianco e passeggiate tra le palazzine bianche di Sant'Angelo. A chi ritiene che ora sia il caso di mettere all'indice l'isola dico che non c'è nulla di più sbagliato. Non facciamoci imbrogliare. Ci sono stati danni, è vero. Ma la porzione danneggiata è particolarmente limitata. Si parla di alcune frazioni, che dovranno essere ricostruite, ma il resto dell'isola ha reagito bene. Capisco perfettamente l'ansia di chi si trovava sull'isola al momento del sisma e le riserve di chi avrebbe dovuto raggiungerla nei prossimi giorni, ma deve essere ben chiaro che intervenuti i soccorsi e risolte le criticità, Ischia tornerà ad essere l'isola di sempre.

Ora è il momento di non lasciarla sola. I primi a prendercene cura dobbiamo essere noi napoletani che la invadiamo festosamente ogni estate. Non facciamoci travolgere dall'allarmismo. Non facciamoci convincere dalla narrativa di un luogo ridotto ad un campo di battaglia. Perché non è vero. Ritorniamoci, parliamone bene, diamo una mano, raccontiamo quanto sia bella, scriviamo sui social che è sempre la nostra Ischia. L'ossigeno di quella terra è il turismo ed ora dobbiamo unirci tutti per restituirla al mondo magnifica e serena come prima. Altrimenti sarà vero che il terremoto ha provocato danni irreparabili.

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