Domenica 24 settembre 2017 08:48

L’esercito a Napoli ha fallito, servono intelligence e conoscenza del territorio




Parliamoci chiaro: l'invio dell'esercito a Napoli si è rivelato un buco nell'acqua. Una delle trovate più inutili degli ultimi mesi. L'idea del ministro Alfano non ha sortito alcun effetto positivo. A Napoli si continua a sparare. Dalle periferie al centro. La nuova guerra di camorra non ha confini geografici entro il territorio cittadino. Si salvano solo i quartieri residenziali del centro, Chiaia e Posillipo. Per il resto, la malavita uccide praticamente ovunque. Ieri sera, un nuovo agguato ha sconvolto il Rione Sanità. Due cadaveri a terra, tre feriti in ospedale. Morti di camorra, in un quartiere polveriera dove è in corso una guerra che dura da mesi. E l'esercito? I circa 300 soldati, spesso giovani, presidiano le piazze e gli incroci, effettuano qualche ronda notturna nei rioni. Sono dislocati male, passano ore a controllare spiazzi in cui non succede nulla mentre, altrove, si determinano i destini della Napoli criminale. Fermi in piazza Dante o all'incrocio di Cavalleggeri, sono costretti a trascorrere intere nottate a osservare i giovani che si dirigono alle pizzetterie o ai bar della movida notturna. Un'esperienza svilente per ragazzi senz'altro validi e preparati a cui però non sono stati dati i mezzi per diventare una barriera di contrasto all'ondata criminale. Napoli va conosciuta, annusata, vissuta per poterla capire. Per vincere la malavita serve ben altro. Una camionetta camouflage e un manipolo di soldati con i fucili spianati non fa paura a chi delinque. Mentre i bersaglieri, tuta mimetica e berretto, trascorrono le notti a sorvegliare le piazze, nei vicoli del centro e nei parchi dalle periferie succede di tutto. Per capire questa guerra serve intelligence, occorre rimpolpare le fila delle forze dell'ordine con uomini stanziali, che conoscano a fondo le dinamiche del territorio in cui lavorano. Altrimenti non resterà che continuare a contare i morti e aggiornare le statistiche di una guerra di camorra senza quartiere, fatta di lotte trasversali tra famiglie e generazioni. © Riproduzione riservata