Lunedi 20 novembre 2017 01:07

Boiler Room Napoli, le provocazioni non valgono il tempo di una risposta




Partiamo da un concetto. Da napoletano, le offese alla mia città nell'evento facebook dedicato al "Boiler Room Napoli" non mi provocano alcun livore o dispiacere. Amo Napoli più di qualsiasi altra cosa ma, niente, non ce la faccio ad arrabbiarmi. Quelle parole mi risuonano vuote, provenienti da chissà chi. Forse da un quattordicenne che decide di trasformarsi in troll per rimandare il momento dei compiti o da qualcuno più cresciuto che dovrebbe farsi qualche domanda su come spende le giornate. Ma non mi interessa parlare di costoro, semplicemente perché non esprimono nulla. Mi rivolgo ai napoletani che, in quell'evento, si sono lanciati in una difesa a spada tratta della propria città a suon di filippiche e (contro)offese. Ma davvero vale la pena impegnare il proprio tempo con chi, nel 2015, va ancora su Google a cercare le foto della crisi dei rifiuti per credersi simpatico? Che senso ha rispondere alle provocazioni? Nessuno. Fossero arrivate da persone meritevoli di attenzione, avrei giustificato l'indignazione. Ma in questo caso vedo ogni risposta come tempo perso. Noia allo stato puro. Più che i post offensivi, ribadisco, mi dispiace un'altra cosa. Stiamo perdendo la scaltrezza che da secoli ci contraddistingue. Ci siamo trasformati in una massa di permalosi alla mercé di qualsiasi disagiato. Dare soddisfazione a tali elementi mi sembra il massimo del minimo. Torniamo quelli di un tempo. Un napoletano, ma napoletano vero, non avrebbe neanche speso venti secondi per rispondere a chi vomita frasi senza senso. Si sarebbe fatto una risata, tanto la Boiler Room si terrà qui, e si sarebbe dispiaciuto un po'. Per la mamma di chi offende. Dopotutto aver creato un soggetto così deve essere veramente una brutta croce. © Riproduzione riservata