Lunedi 25 settembre 2017 20:58

Torna il flop Campania Express, sui binari dove “piangono” i pendolari della Vesuviana




Bello, in livrea colorata, con aria condizionata. E vuoto. Così si presentava lo scorso anno il Campania Express, collegamento speciale istituito dall'Eav per collegare Napoli ai siti archeologici del vesuviano e alla Penisola sorrentina. Lo vedevo passare di prima mattina sul binario uno di Napoli Piazza Garibaldi quando, per motivi di lavoro, frequentavo la stazione. Transitava con due o tre passeggeri a bordo mentre i pendolari, assonati e nervosi per i ritardi, erano costretti a raggiungere un altro binario per prendere il treno (sempre stracolmo) diretto al Centro direzionale. Lessi poi su facebook lo stato di una ragazza che aveva litigato con un controllore per il Campania Express. Lei l'aveva visto pulito e vuoto e, non sembrandole vero, ci era salita. Infatti era troppo bello per essere vero. Il solerte controllore la redarguì, dicendo che lei - comune pendolare - quel treno non lo doveva neanche guardare. La poverina se la prese alquanto visto che faceva ogni giorno il biglietto per usufruire di un servizio scadente. Come darle torto. Ma torniamo a noi. Il 2015 è un anno fa, bisogna guardare al futuro. E al presente, che per quanto riguarda la Circumvesuviana è fatto di ritardi, assenza di pezzi di ricambio e carenza di materiale rotabile. Ma i dirigenti dell'Eav, con un colpo di genio, decidono di replicare il collegamento elitario con biglietti (prenotabili online) che variano dai 6 ai 15 euro. Niente di sbagliato, se la Circumvesuviana fosse un servizio di trasporto all'altezza. Invece, la ferrovia che da Napoli va verso Sorrento, Sarno e Baiano continua ad essere una croce per i pendolari. I primi tre mesi del 2016 sono stati all'insegna delle cancellazioni, dei disagi e delle accuse. Lì, dove si dice che mancano i treni e i pezzi per aggiustarli, si distoglie una parte del parco rotabili per assegnarlo ad un collegamento che, lo scorso anno, si è rivelato un vero e proprio flop. Così gli utenti abituali, quelli che ogni giorno penano sulle banchine delle stazioni, dovranno farsi ancora il sangue amaro nel vedere quel bel treno, mezzo vuoto, che sfreccia e se ne va. © Riproduzione riservata