Venerdi 18 agosto 2017 03:26

Il mondo litiga per l’ananas sulla pizza: «Ma ai clienti piace»

17 marzo 2017



Napoli è la capitale mondiale della pizza. La pietanza più famosa al mondo è nata all'ombra del Vesuvio e i napoletani, orgogliosamente, ne difendono l'origine e la genuinità. In città, però, non è arrivato l'eco della disputa che sta coinvolgendo i pizzaioli di tutto il mondo. Il pomo della discordia è la "pizza hawaiaana" che, tra i vari ingredienti, prevede l'ananas. Una scelta del genere, a Napoli, rappresenterebbe un reato di lesa maestà ma, negli Stati Uniti e non solo, in tanti stanno l'accostamento tra il frutto e la pizza. I napoletani, all'oscuro della questione, non si sono pronunciati. Anche perché la bocciatura della "pizza hawaiaana" sarebbe scontata.

La disputa è nata dopo una visita del premier islandese Gudni Johannesson alle Hawaii. Visitando una scuola locale, il capo di Stato ha chiesto agli alunni quale sia il loro piatto preferito e si è sentito rispondere la “pizza all’ananas”.  Johannesson non l'ha presa bene ed ha proclamato che, fosse per lui, una pizza del genere sarebbe vietata per legge. Si è trattato di una battuta ma, in pochi giorni, l'argomento è diventato trend topic su twitter? È un reato (culinario) mettere l'ananas sulla pizza?

La questione arrivata nelle sale del "campionato della pizza di Parigi" dove i maestri in gara hanno espresso opinioni discordanti. «La pizza hawaiana, sì, ma alle Hawaii!», tuona Gianni, pizzaiolo parigino. Ma i  suoi colleghi sembrano molto meno integralisti. «Se i clienti la richiedono, perché non venderla?», afferma Grégory Edel, due volte campione di Francia della pizza. Poi aggiunge: «Esiste una clientela a cui piace l'ananas. Non sono pochi, tra l'altro, coloro che apprezzano la miscelazione tra sapori dolci e salati». Sulla sua pizza hawaiana, oltre l'ananas, appaiono curry e pollo. Tra i vari espositori c'è anche chi si vanta di usare prodotti freschi. «Lavoro con l'ananas fresco - spiega Tahar Belkadi -. Non ha senso aprire una lattina di mettere il prodotto sulla pasta!». De gustibus non est disputandum.

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