Mercoledi 13 dicembre 2017 04:19
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Autorità Portuale di Napoli, scade il mandato di Karrer e inizia il totonomi




NAPOLI - Fra meno di dodici ore scatterà la mezzanotte e l'incarico di Commissario Straordinario dell'Autorità Portuale di Napoli assegnato a Francesco Karrer giungerà al suo termine. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, pare che si sia già messo a rimuginare sul nome dell'uomo che ricoprirà, finalmente, il ruolo di Presidente dell'Autorità Portuale dopo circa sette anni di Commissariamento. Il nome, però, tarda ad arrivare rispetto ai tempi strettissimi: in pratica, se non dovesse arrivare alcun nome entro la mezzanotte di stasera, l'Autorità Portuale resterà senza un dirigente fino al primo giorno utile - contando che di mezzo c'è il ponte del primo maggio. Un caso simile accadde già con l'ex-presidente uscente, Luciano Dassatti: dopo la scadenza del suo incarico, il Porto di Napoli restò senza una guida per tutto il fine settimana. Tuttavia, c'è qualcuno che non punterebbe troppo sulla nomina di un nuovo Presidente, quanto piuttosto dell'ennesimo commissario straordinario che dovrà tirare il carroccio fino, almeno, a dopo le Elezioni Regionali, oppure si potrebbe adottare tale misura fino alla promulgazione della Riforma dei Porti che, tramite un decreto legislativo, consentirà nuove nomine per i porti italiani. Intanto, per chi si stesse domandando se nell'eventualità sarà nuovamente eletto Francesco Karrer, la risposta è sicuramente negativa - dato che ha ormai raggiunto i limiti di età previsti dalla legge Madìa in merito alla Pubblica Amministrazione. Si dovrà, dunque, pensare ai nomi ai quali sono 'storicamente' affezionati i vari enti locali. Gli ultimi risalgono già a qualche anno fa: l'ammiraglio Domenico Picone, il pupillo di De Magistris già Direttore di Napoli Servizi, Dario Scalella, l'ex-sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, e infine il medico Riccardo Villari. Su Villari, tuttavia, la questione è ampiamente aperta. La sua nomina fu inizialmente appoggiata e approvata dal Ministro, Maurizio Lupi, poi salì a galla che una laurea in medicina - questo il titolo presentato da Villari - non era propriamente adatta a rappresentare le competenze con le quali si potesse dirigere una delle realtà portuali più grandi e virtualmente floride dello stivale. Riccardo Villari - già senatore per il centro destra - fu, dunque, sollevato dall'incarico e fece ricorso. Il Tar ha approvò l'azione legale e il dottor Villari vinse la causa. In quel periodo, però, Lupi si è dimesso e la storia è rimasta congelata, nonostante la Commissione Trasparenza della Camera confermò, sollecitata dallo stesso Ministro, il suo parere negativo in merito alla questione. Attualmente, però, è difficile pensare a come potrebbero muoversi le forze in gioco, non prima del nome che Graziano Delrio tirerà fuori dal cilindro. ©Riproduzione riservata