Venerdi 22 settembre 2017 02:56

Il Napoli femminile contro il Comune: «Lasci il Collana, ci impedisce di fare calcio»




NAPOLI - Continua la querelle legata allo stadio Collana. La storia è nota. La concessione della struttura, di proprietà della Regione, al Comune di Napoli è scaduta da tempo. Una Ati composta dalle società sportive che sfruttano l'impianto ha vinto il bando regionale per l'affidamento ma Palazzo San Giacomo non vuole andar via. L'avvocatura comunale, infatti, ritiene che la gara sia viziata da alcune irregolarità che la renderebbero nulla. Ma le società che compongono la Ati continuano a reclamare la consegna dello stadio, invitando l'amministrazione comunale a farsi da parte. Tra queste c'è il Napoli Carpisa Yamamay, la squadra di calcio femminile che - a causa della querelle - è costretta ad allenarsi e giocare al Denza di Posillipo, non avendo ancora alcuna notizia su quale sarà il futuro del campo ufficiale di gioco al Vomero, anche in vista del campionato che inizierà nelle prossime settimane. Il club ha diramato una nota dai toni durissimi nei confronti del Comune di Napoli. «Ho l’impressione che a Napoli le donne non abbiano lo stesso diritto di giocare a calcio degli uomini - spiega il presidente Lello Carlino -. Rappresentiamo la città ai massimi livelli nazionali nel calcio femminile da diversi anni eppure non abbiamo un campo sul quale allenarci e giocare. Mi dispiace soprattutto per le ragazze, che fanno tanti sacrifici tra mille difficoltà». Poi aggiunge: «Abbiamo vinto un bando di gara della Regione Campania, insieme ad altre società, per la gestione dello stadio Collana, che negli ultimi anni abbiamo utilizzato pagando un canone tra i più alti d’Italia e investendo centinaia di migliaia di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria, anche quando non era di nostra competenza». «Il Comune di Napoli non vuole rilasciare la struttura, impedendoci di realizzare tutti quei lavori che consentirebbero di mettere a disposizione degli sportivi napoletani un impianto completamente rinnovato e funzionale, che accoglie migliaia di sportivi ogni giorno. Se la situazione non si risolverà a breve ci rivolgeremo anche alle massime autorità sportive nazionali per chiedere che a Napoli il calcio femminile possa avere gli stessi diritti di quello maschile», conclude Carlino.