Lunedi 20 novembre 2017 03:07

Betti «Credo nella nuova società. Abbiamo allestito una buona squadra»




NAPOLI - In mattinata la nuova compagine societaria dell'Azzurro Napoli Basket ha tenuto una conferenza stampa presso l'Hotel Serius per illustrare il programma e gli obiettivi da perseguire in vista del prossimo campionato di Serie B. Nel corso della conferenza stampa è intervenuto il nuovo amministratore delegato della società, Antonio Di Rocco «Il presidente Balbi ha fortemente voluto salvare questa società. Più personaggi si sono sacrificati per far sì che questa cosa accadesse. Avremmo meritato l’A2 ma la tempistica ci ha penalizzato e relegato in B. Siamo qui per parlare di un nuovo corso per la pallacanestro a Napoli, per poterla riportare alle categorie che le competono. Adesso affrontiamo un campionato difficile ed impegnativo, ma posso garantire che tutte le componenti della società faranno il massimo per provare a condurre una stagione da protagonisti. Noi abbiamo vari piccoli imprenditori che hanno a cuore le problematiche del basket partenopeo ed hanno messo a disposizione parte degli utili delle loro società per salvarlo. Non vogliono pubblicizzarsi perché non vogliono lucrare sul Napoli. Pur scendendo in Serie B, lo sponsor tecnico e anche title sponsor resterà al nostro fianco e quindi continueremo a chiamarci "Givova Napoli Basket". Sul PalaBarbuto bisogna trovare un accordo, ci sono varie problematiche e vorremmo avere dopo queste ferie un incontro con il Comune di Napoli. E’ un matrimonio che si deve fare, bisognerà trovare un accordo». Il general manager dei partenopei, Pier Francesco Betti ha, poi, rilasciato alcune dichiarazioni sulle aspettative per la prossima stagione «Avevo un contratto con Ferentino. Ho incontrato Balbi a Forlì durante le finali. Il presidente sapeva che avevo lasciato un pezzo di cuore a Napoli. Questo nuovo gruppo ha speso oltre 300mila € per salvare il basket. Ci sono stati errori sulle scadenze e quindi ripartiremo dalla B. Non sono tornato a Napoli per soldi o perché non avevo lavoro. Sono tornato qua, per tre anni, perché credo in quello che si vuole fare. La prima guerra da vincere è che non si parli mai del PalaBarbuto chiuso o che un giocatore si sia allenato male. La squadra è fatta. Segnale di serietà da parte della società nel mettere in chiaro fin da subito le potenzialità economiche di questa squadra. Convincere molti giocatori nel venire Napoli in Serie B non è stato semplice. Crediamo che con il budget a disposizione pur partendo in ritardo, abbiamo allestito una buona squadra. E’ la mia prima volta in B, ma ci siamo affidati a napoletani che ne sanno molto di questa categoria». © Riproduzione riservata