Giovedi 21 settembre 2017 18:00

Cuore Napoli, la carica di capitan Maggio: «Il pubblico dev’essere la nostra forza»
«La forza di questo gruppo è stata far ruotare sempre tutti. Ognuno ha assaggiato il campo, tutti sanno quello che devono fare e lo eseguono al meglio».




Domani inizierà la post-season della GeVi Cuore Napoli Basket. Gli uomini di coach Ponticiello sono stati tra le rivelazioni della Serie B, conquistando la Turkish Airlines Cup di categoria e chiudendo la regular season in vetta al girone C a quota 50 punti (secondo miglior record di B alle spalle dei 52 punti di XL Extralight Montegranaro, ndr). Il capitano dei partenopei, Roberto Maggio ci ha raccontato le sue impressioni sugli imminenti playoff in un'intervista esclusiva a Diario Partenopeo.

Ad inizio campionato siete partiti con velleità di una salvezza tranquilla. Qual è stata la chiave per disputare una regular season monstre (25 vittorie e 5 sconfitte)?

«La chiave è stata allenarsi ogni giorno al massimo, dare sempre tutto in campo, ma soprattutto l'unione creatasi tra squadra, staff e società. C'era un gruppo dell'anno scorso -  quello del Cilento - mentre con altri non ci conoscevamo. Si sono assemblate varie personalità che vanno bene insieme. Questo è merito di Pino Corvo, che ci ha voluto, ci ha cercato e ci ha portato qui».

Ciò che colpisce è la vostra organizzazione sul parquet, ma anche dal punto di vista societario. Quanto ha influito uno staff tecnico e sanitario di alto livello sulle vostre performance?

«Il lavoro di tutti è stato super: a partire dal coach, fino ad Armando (Trojano, ndr) ed ad Aldo Chiari, di cui si parla poco, ma - se andiamo così veloce e siamo sempre più rapidi degli altri - è grazie alla sua preparazione atletica. Abbiamo lavorato sempre con la massima concentrazione: quello che lo staff ci chiedeva, facevamo. Ed i frutti si vedono».

Il tuo floater a 4" dal gong ha deciso la finale di Coppa Italia di Serie B. Qual è l'emozione che ti è rimasta maggiormente impressa delle Final Eight?

«La Coppa Italia l'ho vinta anche l'anno scorso, era il primo trofeo in cui trionfavo ed è stata un'emozione grandissima. Quest'anno, però, vincerla con Napoli, poter alzare la coppa da capitano, assieme a questo gruppo, è stata l'emozione - per ora - più grande della mia vita. Speriamo ce ne siano altre».

Il tuo infortunio alla caviglia (rimediato in finale di Turkish Airlines Cup) ha permesso a Murolo e Rappoccio di accrescere il proprio minutaggio. Quanto sarà importante il contributo dei giocatori in uscita dalla panchina nei playoff?

«È fondamentale. Le partite sono molto vicine e c'è bisogno di dieci giocatori. La forza di questo gruppo, soprattutto grazie a Ciccio (Ponticiello, ndr), è stata far ruotare sempre tutti. Ognuno ha assaggiato il campo, tutti sanno quello che devono fare e lo eseguono al meglio. Per la post-season è ancora più importante. Bisogna fare quello che si è sempre fatto».

Sabato scorso sei tornato in campo nella sconfitta contro la Luiss Roma. Quali sono state le tue impressioni dal punto di vista fisico?

«Il rientro non è stato facile. Mi sembrava di aver giocato trenta minuti, poi - a veder bene - ne ho giocati solo quattordici. Sto recuperando la forma pian piano. La caviglia non è ancora al top, ma non c'è più tempo per riposarsi. Domenica non si pensa a come si sta fisicamente ed agli infortuni, ma solo a portare a casa la prima vittoria nei playoff».

La scorsa stagione hai conquistato l'A2 con la Pallacanestro Forlì 2.015. Come si affrontano queste sfide?

«Non è mai facile. Loro, probabilmente, non hanno nulla da perdere e tutto di guadagnato. Giocheranno senza pressione, con facilità. Per noi, davanti al nostro pubblico, non è facile. Ce la metteremo tutta. Bisogna partire bene, essere concentrati e non fare come a Roma, nell'ultima di campionato, in cui abbiamo iniziato male nel primo quarto e poi si è fatto fatica a recuperare. Bisogna stare, come si è sempre fatto, attenti e, forse, proprio la sconfitta contro la Luiss ce l'ha fatto capire meglio».

Domani al PalaBarbuto arriva la Goldengas Senigallia. Che gara ti aspetti? Quali sono i loro punti di forza e di debolezza?

«Sono una squadra che corre, gioca bene in transizione e vuole tirare anche nei primi secondi dell'azione. Hanno giocatori come Maggiotto, il quale se inizia a far canestro poi ci prende gusto ed è un bel problema. È una buona squadra, da non sottovalutare. Quando disputi una regular season contro determinate compagini e ti trovi a giocare contro una squadra che non hai mai visto, non è facile. Dobbiamo affrontarli come abbiamo giocato tutte le altre partite: senza pensare che siamo la capolista del girone C e che abbiamo vinto la Coppa Italia, ma con la solita umiltà che ci ha sempre accompagnato ed ha fatto in modo che questa squadra arrivasse fin qui».

In alcune partite al PalaBarbuto si è avvertito il fattore campo. L'impianto, però, è rimasto troppo spesso vuoto. Ti aspetti una risposta del pubblico all'impegno che avete mostrato in campo e che la società ha messo nella gestione?

«Domenica mi aspetto un palasport caldo. Sono sicuro di ciò, perché si è fatto in modo di far conoscere a tutti questa società. La nostra forza dev'essere il pubblico. Abbiamo fatto di tutto per avere il fattore campo e quest'ultimo è il pubblico a Napoli. Non mi aspetto un PalaBarbuto pieno, perché è impossibile, ma caldo come nelle sfide contro Cassino e Palestrina. Da domenica avremo quel pubblico ed anche qualcosa in più».

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