Martedi 22 agosto 2017 07:17

Quagliarella a ‘Le Iene’: «Trattato da infame, ma sogno ancora il Napoli»

01 marzo 2017



Intervistato da "Le Iene", Fabio Quagliarella ha spiegato le ragioni del suo addio al Napoli, legate ad uno stalker che ha reso un inferno la sua esistenza. Nonostante le offese subite dai tifosi negli anni, l'attaccante non ha mai riposto nel cassetto il sogno di vestire nuovamente la maglia azzurra. «Sono passato per l'infame ed esserlo per la propria gente, credetemi, fa davvero male. Ora sarebbe bello se il Napoli mi chiamasse, se mi volessero nuovamente lì. Sono felice alla Samp ma dentro di me è come se sentissi di aver lasciato qualcosa di incompiuto. Mi immaginavo capitano del Napoli, sognavo di poter vincere qualcosa perché man mano la squadra diventava più forte, come ora, che è uno squadrone. Se non ci fosse stato tutto questo credo che sarei stato ancora li a giocare».

Il servizio de Le Iene sulla vicenda di Fabio Quagliarella

«Spezziamo le gambe a tuo figlio»

L'attaccante della Samp è stato perseguitato per anni da un ex poliziotto che, dopo essere entrato nella sua vita, si è trasformato in un incubo. «Ora tutti sanno cosa ho passato e la ragione che mi ha portato ad andare via. Il mio incubo è durato quasi cinque anni. E fa davvero male. Tutto è successo per colpa di una persona che reputavo di fiducia. Al telefono mi dicevano ‘fa attenzione, spezziamo le gambe a tuo figlio'. A Napoli stavo bene almeno fino a quando non è cominciata quella storia. Da allora non sono riuscito più a vivere con serenità».

«Non ero più libero di girare per la mia Napoli»

Quello che è successo dopo il trasferimento alla Juventus, nel 2010, lo ha segnato profondamente. «Ogni volta che andavo a Napoli cercavo di camuffarmi, dovevo nascondermi, nonostante non avessi fatto nulla di male. Non potevo uscire di casa, né io né la mia famiglia. Non ero più libero di uscire con i miei amici. Non potevo vedere la mia gente perché magari qualcuno diceva una parolina di troppo e avrei rischiato di litigare. Naturalmente non sono tutti così così, non vorrei far passare una brutta immagine della mia terra, anzi: il napoletano ha un cuore grande, magari avessero tutto un cuore come noi sarebbe meglio».

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