Martedi 12 dicembre 2017 22:37

Sacchi torna sullo scudetto 1990: «La monetina di Alemao? Influirono i politici»




Arrigo Sacchi compie oggi 70 anni. Per celebrare il tecnico, vincitore di due edizioni della Coppa dei Campioni con il Milan, la Gazzetta dello Sport lo ha contattato per una lunga intervista. Tanti i temi trattati: dai suoi idoli, al Milan, passando per l'esperienza alla guida della Nazionale. Tra le varie domande non è mancata una sullo scudetto del 1990, vinto dal Napoli. Sacchi è tornato sull'episodio della monetina che colpì Alemao durante Atalanta-Napoli. 0-0 sul campo, 2-0 per gli azzurri a tavolino dopo la decisione del giudice sportivo. L'ex tecnico, così come Berlusconi, continua a considerare un sopruso quella decisione. E lo rimarca nell'intervista: «Rabbia? Tanta - ha ricordato Sacchi - Ma quella volta ci furono cose poco chiare. Poi ho saputo, però sto zitto sennò mi mettono in galera. Diciamo che la politica non fu estranea a quella vicenda». Va ricordato, però, che nella stessa giornata, al Bologna - avversario del Milan - fu annullato un goal di Marronaro in cui il pallone era entrato di mezzo metro. I rossoneri, grazie a quella svista, strapparono un pareggio esterno per 0-0 che nell'era dei due punti a vittoria era un risultato niente male. La decisione del giudice sportivo, inoltre, fu inevitabile e ricalcò le sentenze precedenti. Il 27 settembre 1987, una rondella colpì Renica durante Pisa-Napoli e l'1-0 per i toscani si tramutò in 2-0 a tavolino per i partenopei. Il 22 novembre dello stesso anno, un petardo stordì Sanguin durante Juventus-Cesena: anche in quel caso, il 2-1 per i padroni di casa divenne 2-0 per i romagnoli. Un mese dopo, il portiere giallorosso Tancredi fu colpito durante Milan-Roma, anche in quel caso il risultato fu invertito dal Giudice Sportivo in favore della squadra ospite. Lo stesso accadde per Parma-Reggina, match di Serie B del 21 gennaio 1990. In quel caso, il calabrese Cascione fu colpito da un accendino. Fu assegnato il 2-0 a tavolino agli amaranto, dopo ben tre gradi di giudizio. Non si è mai capito, nello specifico, di cosa si lamentassero i milanisti. Infine il Napoli - che chiuse il campionato a 51 punti, distanziando il Milan di due lunghezze - avrebbe vinto il campionato anche senza quella vittoria a tavolino. Se il Giudice Sportivo non fosse intervenuto, gli azzurri avrebbero concluso a 50 punti, uno avanti ai rossoneri, sconfitti per 3-2 alla penultima contro il Verona. Sono passati 26 anni, sarebbe ora che le accuse al Napoli - dirette o velate - finissero. Quello scudetto fu vinto dalla squadra più forte che scrisse un record ancora oggi imbattuto: 16 vittorie su 17 nelle partite giocate in casa. Solo la Sampdoria riuscì a strappare il pari al San Paolo. © Riproduzione riservata