Giovedi 23 novembre 2017 19:32

San Paolo, De Laurentiis: «I 20 milioni sono solo l’investimento iniziale. De Magistris è stato scorretto»




NAPOLI - Continua il botta e risposta tra Aurelio De Laurentiis e Luigi De Magistris sulla questione San Paolo. Dopo l'ultimatum del primo cittadino a Radio Kiss KissSi chiude entro il 2015, con o senza De Laurentiis») il presidente azzurro ha replicato dalle colonne de Il Mattino: «Con il sindaco ho provato tante volte a costruire un rapporto sereno, personale e istituzionale, ma ogni passo avanti ne facciamo due indietro. A questo punto non so  so se è lui in prima persona che cambia idea, o se sono problemi di natura amministrativa e burocratica».   «Se la mia proposta non dovesse piacere me ne farà una ragione - ha proseguito - La mia volontà è che squadra e città abbiano uno stadio migliore, confortevole e ospitale. Io ho presentato un piano di fattibilità per determinati interventi, un piano sicuramente integrabile, ma forse qualcuno immagina la luna con progetti mirabolanti. La verità è che il San Paolo è usurato e la manutenzione è stata pessima, e anche se in quello stadio sono stati vinti due scudetti bisogna guardare alla sostanza. L'unica cosa di cui abbiamo avuto l'esclusiva responsabilità è stato il prato, e lo abbiamo portato a essere il migliore in Italia». «Non si può dire che venti milioni siano pochi, è una cifra che riguarda solo la realizzazione della prima fase, quella strettamente attinente all'impianto, un elenco dettagliato di trenta interventi che illustrai a De Magistris. Con l'ok del Comune ci sarebbe poi una seconda fase, dove insieme ad altri investitori si provvederà alla riqualificazione dell'intera area. Ci sono altri soggetti interessati alla ristrutturazione del San Paolo? Srei curioso di sapere chi sono e quanti soldi sono disposti a tirare fuori». «Non ho trovato corretto andare in tv e sui giornali e sparare a zero sulla mia proposta con un procedimento amministrativo in corso - ha concluso De Laurentiis - Voglio capire cos'è che non è piaciuto del mio progetto. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto in un'altra città. A Milano, o a Torino, il sindaco avrebbe fatto presente la cosa tramite comunicazione scritta, e non attraverso web radio e televisioni». © Riproduzione riservata