Sabato 23 settembre 2017 05:42

Maradona: «La cittadinanza l’avevo già quando ho indossato per la prima volta la numero 10 del Napoli»
L'argentino: «Cachet? Per farmi cittadino illustre è possibile che mi dovessero dei soldi? Non esistono i soldi qua, chi pensa il contrario è malato!».

04 luglio 2017



Si è tenuta a Villa D'Angelo la conferenza stampa di Diego Armando Maradona, organizzata in vista dell'evento di domani: a Piazza del Plebiscito il Pibe de Oro riceverà la cittadinanza onoraria. Presenti anche Alessandro Siani, organizzatore dell'evento, e l'assessore allo Sport Ciro Borriello.

«Sarà una festa della città, ma soprattutto dei napoletani»

Il primo a prendere la parola è stato il comico napoletano che ha fatto qualche anticipazione sul programma della festa: «Prima di Maradona ci sarà la possibilità di conoscere i personaggi che sono rimasti nel nostro cuore. Condurranno Gigi e Ross, con Serena Rossi. Ci saranno anche gruppi all'avanguardia. Poter stare su un palco così prestigioso per me sarà motivo di orgoglio. È molto emozionante stare con Diego. Ci stava a cuore la sicurezza dell'evento, mi auguro che tutto possa andare per il meglio». Borriello, invece, ha parlato delle ragioni che hanno spinto il Comune a portare avanti quest'iniziativa: «Prima di tutto voglio ringraziare Siani, che ci ha permesso di riabbracciare Maradona. Caro Diego, da domani sarai un cittadino napoletano, sarai iscritto nell'albo delle persone che hanno dato tutto ciò che avevano alla città. E noi abbiamo voluto riconoscerti questo. Per noi è stupendo poter fare questo conferimento a te, che da argentino hai sempre detto di essere napoletano. Da domani lo sarai veramente. Domani sarà una festa della città, ma soprattutto quella dei napoletani».

«Domani? Un giorno di quelli che non si dimenticano mai»

È toccato poi a Maradona intervenire: «Grazie a tutti. Oggi sono cittadino di Napoli.  Ma la cittadinanza già l'avevo il primo giorno che ho messo la maglia numero 10 del Napoli. Non potevo mancare a questa festa. Dico grazie anche ai miei compagni, perché senza di loro non avremmo vinto. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questo evento, considerando quanto è accaduto a Torino e quanto sta accadendo nel mondo. Un grazie anche a mia madre, che non c'è più. Questa cittadinanza è per lei, per mio padre e per tutti i napoletani. Ricordo un San Paolo pieno, ma non l'ho visto più così. Domani però sarà per me un giorno di quelli che non si dimenticano mai più. A chi ha detto che sono venuto per i soldi, dico solo che la cittadinanza l'ho guadagnata sul campo. La cittadinanza la porto nel cuore da tempo».

«Chi pensa che sono qui per i soldi è malato»

L'ex attaccante ha avuto modo per dire la sua anche in merito alla maglia numero 10, più volte accostata ad Insigne: «Se pensa di fare meglio di me, la metta». Maradona ha parlato anche della possibilità degli azzurri di portare a casa lo scudetto: «Contando i punti che il Napoli ha perso l'anno scorso, si poteva diventare campioni. Ora hanno l'esperienza per non fare gli stessi errori, per questo dico che è il momento giusto. Per Sarri, per Reina, per Mertens. E' il momento giusto per dimostrare che Napoli può vincere lo scudetto anche senza di me e quello squadrone»Negli ultimi giorni si è discusso molto di un presunto cachet che il Pibe de Oro avrebbe ricevuto per l'occasione: «Giuro su mia madre che a me nessuno è venuto a parlare di soldi. Quando mi hanno detto della cittadinanza ho subito risposto "sì, va benissimo". Ma perché si deve andare in un posto e chiedere sempre dei soldi? Perché la società è malata. Pensateci: per farmi cittadino illustre è possibile che mi dovessero dei soldi? Io ho preso i miei soldi quando giocavo a calcio. Ora il mio lavoro a Dubai. Non esistono i soldi qua, chi pensa il contrario è malato. Mi piacerebbe incontrare chi ha detto che ho preso 300mila euro per venire qui. Sarei pronto a sputargli in faccia!»

Sull'assenza del Napoli e il suo record in azzurro

Nessun rappresentante del Calcio Napoli era presente alla conferenza, ma la cosa non ha toccato in alcun modo Maradona: «Quando mi hanno detto di venire a Napoli ho detto di sì. In quel momento non ho pensato a De Laurentiis, Sofia Loren o qualcun altro. Io vengo per ricevere quest'onorificenza, non bisogna creare problemi al Comune, alla città, a De Laurentiis». Marek Hamsik si avvicina sempre di più al record detenuto dall'argentino: il calciatore che ha segnato di più in assoluto con la maglia azzurra. «I record sono fatti per essere battuti - ha dichiarato l'argentino -. Spero che non ne faccia solo due, ma anche venti se servono per far vincere il Napoli. Non c'è problema, anzi. Gli manderò le mie congratulazioni».

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