Venerdi 15 dicembre 2017 03:42

Tutte le volte che i tifosi del Napoli hanno avuto bisogno della radiolina
Dall'incredibile 22 aprile 1990 alla beffa Champions di Napoli-Arsenal, tre decenni di sfide vissute al cardiopalma, in attesa dei risultati provenienti dagli altri campi

06 dicembre 2017



di Marcello Galizia Il Napoli in Olanda per un posto tra le migliori sedici d’Europa, con un solo risultato a disposizione, che potrebbe non bastare. Ai partenopei serve la vittoria, ma è fondamentale restare attaccati alla radiolina per attendere il risultato dell’altra sfida del girone, dove solo una vittoria del Manchester City contro lo Shakhtar darebbe al Napoli la possibilità di passaggio del turno. Già, la radiolina… quante volte in passato ci ha dato delle gioie, quante volte ci ha dato delle incredibili delusioni. L’ultima proprio qualche mese fa, a maggio, in occasione dell'ultima di campionato. Il Napoli cerca il secondo posto per l’accesso diretto ai gironi Champions, la pratica Samp viene archiviata in un tempo, il Genoa imbriglia la Roma all'Olimpico. Sembra fatta per il secondo posto quando proprio all’ultimo minuto di gioco il gol di Perotti del 3-2 regala alla Roma il secondo posto e costringe il Napoli al terzo e ai preliminari di Champions, poi brillantemente superati con una dimostrazione di forza contro i francesi del Nizza.

Bologna-Napoli e Verona-Milan 1990

Ma facciamo un grande passo indietro e andiamo all’aprile del 1990, forse la radiolina che ricordiamo con maggiore gioia. Penultima di campionato, Napoli e Milan appaiate in testa alla classifica e lo spettro di un drammatico spareggio per la conquista del tricolore che si fa sempre più consistente. Il Napoli scende in campo a Bologna, il Milan va nella “fatal Verona” che già nel 1973 gli aveva clamorosamente negato uno scudetto all’ultima giornata con un indimenticabile cinque a tre. I partenopei chiudono la pratica Bologna in quindici minuti, il Milan passa in vantaggio con gol di Marco Simone. Tutto rimandato all’ultima giornata? Neanche per sogno, nella ripresa succede l’impossibile, Sotomayor pareggia per gli scaligeri, il Napoli è avanti di un punto. I rossoneri perdono la testa, espulsi gli olandesi Rijkaard e Van Basten. Pellegrini in contropiede completa la rimonta, due a uno per l’Hellas, il Napoli vola a più due. Il Milan chiude addirittura in otto dopo l’espulsione di Costacurta. Il tricolore, l’ultimo della nostra storia, è cucito sul petto la settimana successiva, ma senza bisogno di radioline, grazie al colpo di testa di Marco Baroni contro la Lazio in un San Paolo festante.

Napoli-Parma e Inter-Padova 1995

Mai più il Napoli arriverà a giocarsi tanto all’ultima giornata. Da lì comincia un lento declino, ma qualche anno dopo gli azzurri tornano a giocarsi l’accesso alla Coppa Uefa. Stagione 1994/95, la prima dell’epoca dei tre punti a vittoria. Ultima giornata di campionato, Napoli e Inter in lotta per l’ultimo posto disponibile per tornare in Europa. L’Inter è un punto avanti, deve vincere in casa con il Padova per evitare il sorpasso. Il Napoli regola il Parma con un rigore del "Condor" Agostini. L’Inter in casa è sotto 0-1 dopo solo venti minuti con il Padova, gol di Maniero. Nella ripresa Orlandini pareggia al 65'. Il Napoli è ancora virtualmente in Europa. Al San Paolo è finita, tutti con le radioline in attesa del fischio finale a San Siro. Minuto novanta e trenta secondi a Milano, Marco Delvecchio di testa beffa il portiere veneto, il San Paolo cade in un silenzio imbarazzante, la squadra di Boskov è fuori dalla Uefa.

Fiorentina-Napoli, Udinese-Vicenza, Verona-Perugia e Lecce-Lazio 2001

Dopo vari campionati di anonimato, una retrocessione annunciata con diverse giornate di anticipo e una promozione alla penultima giornata nel 1999/00, arriviamo all’ultima giornata della stagione 2000/01, il Napoli di Mondonico ed Edmundo va a Firenze a cercare l’impresa, deve vincere e sperare in una serie di risultati favorevoli per assicurarsi quanto meno lo spareggio. Le avversarie implicate nella lotta sono Reggina, Verona, Lecce e Vicenza, mentre il Bari è già condannato da diverse domeniche. Il Vicenza sbriga velocemente la pratica Udinese e si piazza a quota trentasei. Amoruso a inizio ripresa accende la speranza, il Napoli è in vantaggio, la Reggina pareggia con il Milan (che poi passerà addirittura in vantaggio ma solo per pochi minuti), il Lecce è bloccato dal pari con la Lazio e il Perugia pareggia il gol iniziale dell’Hellas. La classifica dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa vede addirittura il Napoli salvo a quota trentasei con il Vicenza, con in B Lecce, Verona e Reggina (insieme al Bari). Ma in pochi minuti cambiano tutti i risultati sui tre campi avversari. La Reggina ribalta il risultato e si porta dallo zero a uno al due a uno in pochi giri di lancette, il Verona trova nuovamente il gol del vantaggio e anche il Lecce riesce ad avere la meglio sulla Lazio. Il Napoli si ritrova dal quintultimo al penultimo posto nel giro di quindici minuti, scavalcato da Reggina, Lecce e Verona che volano a trentasette punti. Nel clima di depressione allo stadio Franchi di Firenze ne approfitta Nuno Gomes per pareggiare, ma ormai non c’è già più niente da fare. Nel finale Edmundo trova il gol vittoria per i partenopei, ma il destino è già amaramente segnato.

Genoa-Napoli e Piacenza-Triestina 2007

Nell’epoca di De Laurentiis la radiolina serve alla prima e unica stagione di Serie B, 2006/07, il Napoli di Reja all’ultima giornata va a Genova, con due risultati su tre per salire in A, ai liguri invece serve obbligatoriamente la vittoria. Sempre che il Piacenza batta la Triestina, in caso contrario sarà Serie A per entrambe le compagini. Genoa e Napoli si battono per superarsi, ma si fermano sui legni. Sull’altro campo il Piacenza chiude in vantaggio all’intervallo. Il Napoli sarebbe in A e il Genoa costretto ai playoff, i rossoblu premono, gli uomini di Reja resistono. Minuto sessantacinque, un boato a Marassi, il gol della Triestina a Piacenza porta la firma di Allegretti. Genoa e Napoli smettono di farsi del male. Sulle panchine e sugli spalti sono tutti con le radioline accese ad ascoltare la partita del Garilli. Alla Triestina serve il pari per salvarsi, ma resta in dieci. Gli ultimi dieci minuti sono un forcing del Piacenza, ma il fortino dei giuliani resiste, la festa a Marassi può partire, Genoa e Napoli chiudono sullo 0-0 e sono entrambe in Serie A.

Napoli-Arsenal e Olympique Marsiglia-Borussia Dortmund 2013

Per un po’ di anni la radiolina non serve ai nostri colori, diversi campionati tranquilli sempre con il cosiddetto “destino nelle nostre mani”. Arriviamo alla stagione 2013/14, Il Napoli di Benitez gioca un gran girone di Champions League, prima dell’ ultima giornata la classifica recita Arsenal 12, Borussia 9, Napoli 9, Marsiglia 0. Per una combinazione sfavorevole di gol fatti e subiti, con l’arrivo di tre squadre a dodici punti sarebbe il Napoli ad andare fuori. Partenopei in vantaggio 1-0 e in attesa del risultato di Marsiglia. L’uno a uno sembra resistere e l’entusiasmo al San Paolo cresce con il passare dei minuti. È il minuto ottantotto quando Grosskreutz segna il gol del vantaggio del Dortmund in terra francese. Il Napoli retrocede in Europa League, nel finale Callejon segna anche il due a zero, una beffa storica per i partenopei, mai nessuno era stato eliminato nella fase a gironi con dodici punti.

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