Lunedi 25 settembre 2017 09:46

De Laurentiis: «Nessuna squadra è imbattibile. Higuain? Non voleva due compagni»
Parla il presidente: «Per il Napoli vincere contro il Real sarebbe un atto eroico: sono partite che valgono più del campionato o di tutta la competizione».

07 febbraio 2017



Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista all’emittente Bein Sports: «È un po’ complicato parlare della mia entrata nel mondo del calcio. Tutti sono estremamente tifosi, io lo sono diventato. Ho capito la filosofia del calcio attraverso la filosofia che conoscevo molto bene, che è quella napoletana, una filosofia di vita tutta particolare».

Quando Aurelio De Laurentiis acquistò il Napoli

Il patron azzurro ha raccontato della sua decisione di acquisire la società partenopea: «Nel 2004, tornato da Los Angeles, sono venuto a Capri. Aprendo i giornali ho visto una cosa incredibile: il calcio Napoli non esisteva più. Ma come, la squadra famosa in tutto il mondo grazie al suo ambasciatore Maradona non esiste più? Mi sembrava un incubo, quasi uno scherzo della natura. E allora mi sono subito informato con i miei avvocati. Non sapevo che mi avrebbero fatto partire dalle serie basse, pensavo che si ripartisse subito alla grande. Quando pagai i 32 milioni ebbi un pezzo di carta, ma non c’era la squadra, né il centro sportivo, né lo stadio di proprietà. Mi dissero che quella era una città ferita a morte, una città piegata su se stessa, dove lo stadio appartiene al comune che da 30 anni non fa lavori. Mi dissero che mi venivano incontro, e così partimmo dalla Serie C invece che dalla Serie D. Iniziò così la mia esperienza, dai campi di serie C, dai paesini dove tutti mi volevano ammazzare: mi dovevo chiudere negli spogliatoi perché avevamo gli sputi sulla testa».

«Il Napoli ha più fame del Real Madrid»

Il 15 febbraio si avvicina e la sfida contro i blancos è ormai alle porte: «Non mi era mai capitato di giocare contro il Real. Secondo me nessuna squadra è imbattibile, sono le circostanze che determinano il risultato di una partita – ha dichiarato De Laurentiis -. Il Napoli è cresciuto molto, è l’unica squadra italiana che da sette anni gioca in Europa». Il patron azzurro non esclude nulla, ed è ben consapevole di cosa rappresenterebbe la vittoria della sua squadra: «Credo che tutte le squadre debbano temere la propria rivale. Il Napoli ha più fame del Real Madrid che ha vinto di tutto e di più. Se il Real Madrid dovesse perdere lo scettro, ed anche se dovesse battere il Napoli, non è detto che poi riuscirebbe a vincere ancora. E questo non sarebbe un dramma. Per il Napoli vincere sarebbe un atto eroico, ci sono partite che valgono più di un campionato o di tutta la competizione». E non si tratta solo delle merengues: «Se il Napoli dovesse vincere contro la Juventus andata e ritorno, se dovessimo passare il turno contro il Real Madrid, varrebbe tutta l’annata. I ragazzi saranno carichi di entusiasmo, il pubblico ci accompagnerà, i tifosi saranno alle stelle ed è quello che mi fa piacere. Regalare sogni è quello che viene dal mio Dna».

La cessione di Higuain e l'arrivo di Sarri

La questione Pipita non è ancora del tutto archiviata. De Laurentiis ha voluto dire la sua, parlando di quello che è accaduto con il fratello del calciatore: «Higuain ha una famiglia straordinaria, divisa in due bilance: una, più sentimentale, è rappresentata dal papà e dallo stesso Higuain, ed una bilancia più commerciale, rappresentata dalla mamma e dal figlio Nicolas. Ci siamo incontrati con il papà e Nicolas dove abbiamo fatto il primo contratto, all’aeroporto di Venezia, ed ho proposto l'innalzamento di uno stipendio già alto per Gonzalo. Tant’è che di fronte alla mia proposta si sono dimostrati soddisfatti. Il contratto non era finito, mancavano ancora due anni - continua il presidente -. A più riprese abbiamo contattato il signor Nicolas, ma lui, verso gennaio, ha cominciato a lamentarsi della squadra, dicendo che non era forte, che Higuain non voleva lavorare con un giocatore straniero (che sta militando ancora con noi e sta lavorando benissimo). E poi mi ha detto che non voleva lavorare neanche con Caio». Non si è trattato di una questione economica: «Benché io avessi offerto molto di più di quello che lui percepisce dalla Juventus, Gonzalo è andato lì. Probabilmente ha considerato l’età e il fatto di giocare in una squadra dove poter essere la prima donna in caso di Scudetto, o vincendo anche in Champions. Io glielo auguro, dopo averlo augurato a me ovviamente». Aurelio De Laurentiis ha parlato anche di Maurizio Sarri e dei suoi inizi da tecnico del Napoli: «Quando io ho scelto Maurizio Sarri c’è stata la rivoluzione in città. Quando abbiamo fatto non-risultato per le prime partite, lui venne da me e gli dissi che doveva cambiare modulo. Insieme al direttore sportivo siamo andati a convincerlo che doveva passare al 4-3-3. Lui molto intelligentemente lo ha fatto ed ha cominciato a vincerle tutte una dopo l’altra. Con Sarri c’è una forte sintonia - ha dichiarato il presidente -. Lui è uno stakanovista e ha in testa solo il calcio, non pensa alla moglie o agli amici. Per lui è una piacevole tortura»

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