Giovedi 21 settembre 2017 05:22

Napoli-Dnipro, storie di arbitri e semifinali: da Matthewson a Moen




Un goal in fuorigioco, che ha permesso al Dnipro di pareggiare. Tutti hanno visto, la rete di Seleznev non era regolare. Tutti, tranne l'arbitro. Il direttore di gara, il norvegese Moen, ha convalidato, fissando il risultato sull'1-1. Così si è conclusa Napoli-Dnipro, semifinale di andata di Europa League. La decisione dell'arbitro ha scontentato fortemente il club azzurro, con un De Laurentiis assolutamente scatenato in sala stampa. Direzione non all'altezza di un arbitro che non è di primo piano, il presidente del Napoli si è espresso senza peli sulla lingua contro la Uefa e Platini. Non è la prima volta che il Napoli paga per le decisioni arbitrali in una semifinale europea. La prima volta fu nel lontano 1977, nell'ultima annata della televisione in bianco e nero. Coppa delle Coppe, il Napoli elimina Bodo Glimt, Apoel Nicosia e Slask e si qualifica alla semifinale contro l'Anderlecht di Rensebrink e Van der Elst. Al San Paolo gli azzurri vincono, 1-0. Segna Bruscolotti, con una fiondata sotto la traversa che manda in visibilio il San Paolo. Al ritorno, succede di tutto. La Uefa designa Bob Matthewson, fischietto inglese di Newcastle Upon Tyne. Nel calcio belga sono già arrivate le sponsorizzazioni e la Birra Bellevue, di proprietà del proprietario dell'Anderlecht, espone banner in ogni dove del Parc Astrid. Fin qui nulla di strano, il problema è che il signor Matthewson di mestiere fa il rappresentante. Proprio di quella marca di birra. Le decisioni del direttore di gara sfavoriscono il Napoli. Matthewson annulla sullo 0-0 un goal regolare a Speggiorin e i napoltani capiscono immediatamente l'antifona. Falli invertiti e incredibili fuorigioco contro la squadra azzurra fanno si che la qualificazione alla prima finale europea del Napoli sfugge ad un passo dal traguardo. L'Anderlecht vince 2-0 con Burgnich che a fine partita, fuori di sé dalla rabbia, lancia la maglia in faccia all'arbitro. Storie di arbitri e semifinali, fuorigioco e sofferenze. Quella volta non ci fu modo di rimediare, ora mancano 90 minuti. In cui lo sbaglio di Moen può essere ovviato. Nulla è perduto. Tra una settimana a Kiev sarà battaglia. E quando il gioco si fa duro, le grandi squadre dimostrano il proprio livello. © Riproduzione riservata