Giovedi 24 agosto 2017 03:19

De Laurentiis: «In ritiro per ritrovare l’entusiasmo»




NAPOLI - Intervenuto in diretta ai microfoni di Radio Kiss Kiss, il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista affrontando diversi argomenti: «La partita con il Wolfsburg sarà decisiva, abbiamo il vantaggio di poter giocare il ritorno al San Paolo. I tifosi sono arrabbiati, loro vogliono vincere tutto e subito, però spesso si parla a vanvera e mi si accusa di investire poco, ma l'anno scorso ho speso più di 90 milioni di euro, non si può spendere sempre quella cifra sul mercato altrimenti tempo qualche anno e ritorniamo in serie C. I napoletani vogliono lo scudetto, però un conto è sognare e un altro è la realtà, noi partiamo sempre con le migliori intenzioni però poi lungo la strada possono esserci vantaggi e svantaggi, il fato è dietro l'angolo». Sulla questione portieri: «Avevamo offerto a Reina un cospicuo compenso per trattenerlo a Napoli, ma ha deciso di accettare uno stipendio maggiore, non possiamo competere con il fatturato del Bayern Monaco, è tre volte e mezzo il nostro, poi aveva un problema familiare, la moglie non voleva restare a Napoli. Non dimentichiamoci che abbiamo un portiere bravissimo e napoletano, Sepe, non possiamo aspettare che compia 33 anni per farlo tornare qui». Capitolo San Paolo: «Quest'anno investirò tutto nella ristrutturazione dello stadio, rinuncerò ad un paio di film per dedicarmi personalmente alla questione, voglio gestirla in prima persona». «Non si tratta di una punizione - ha proseguito De Laurentiis, parlando infine della decisione di mandare in ritiro la squadra - Serve piuttosto a creare concentrazione. Napoli è una città bellissima, piena di fascino ma anche di distrazioni, ecco siamo arrivati al punto in cui non possiamo più distrarci. La frequentazione forzata crea solidarietà di gruppo, e noi ne abbiamo particolarmente bisogno perchè siamo una squadra eterogenea al massimo, tra napoletani, italiani, belgi, svizzeri, sudamericani, spagnoli, francesi. Restare ognuno nella propria privacy non crea quella compattezza che serve quando si gioca ogni tre giorni., bisogna essere tutti per uno e uno per tutti. Magari qualche mio collaboratore potrà dissentire dalle mie scelte, ma questa è una decisione che spetta soltanto a me, specie in questo momento dove vedo che nonostante l'attacco più forte d'Italia non di riesce più a segnare. Siamo perdenti da troppe partite, è chiaro che c'è qualcosa che non va, dobbiamo ritrovare l'entusiasmo». © Riproduzione riservata