Martedi 12 dicembre 2017 07:30

Sarri: «In Champions voglio una squadra folle. Adoro Napoli, ogni allenatore dovrebbe provare ad allenare qui»




FIGLINE VALDARNO (FI)  - Il tecnico del Napoli Maurizio Sarri, intervenuto come ospite a sorpresa in un talk show sul palco del teatro di Castelfranco di Sopra, frazione del comune toscano di Piandiscò, ha rilasciato alcune dichiarazioni parlando degli obiettivi e delle aspettative per la prossima stagione: «Sarà difficile ripetere un campionato come quello appena concluso, siamo il quinto-sesto fatturato in Italia e non possiamo pensare di poter travolgere tutti. Mercato? Sento Giuntoli una volta a settimana, lui può fare quello che ritiene più opportuno, credo di essere l'unico allenatore al mondo a cui non importa davvero nulla di queste cose». Sull'avventura in Champions League che attende la squadra la prossima stagione: «Se siamo in seconda fascia avremo la possibilità di passare il turno, non dimentichiamoci che affronteremo quello che per noi sarà un mondo completamente nuovo. Quello che conta comunque sarà la testa dei giocatori: devono avere la follia di pensare di poter vincere ogni partita che disputeranno». Sarri ha poi analizzato il momento del calcio italiano: «Non vedo un grande futuro per il nostro movimento, troppi impegni e troppi stranieri. Poi c'è anche un altro problema, prendete un tifoso del Genoa o della Sampdoria, sa che non potrà vincere nulla per i prossimi 50 anni, allora mi chiedo, per quanto tempo potrà continuare a seguire il calcio e ad appassionarsi? Credo che la soluzione sia iniziare a vedere il campionato in collettivo senza pensare ognuno al proprio orto, a iniziare dalla ripartizione dei ricavi». «Quando siamo andati in Danimarca a giocare con il Midtjylland ci siamo allenati in un complesso sportivo straordinario, con campi di calcio, basket, gabbie per il calcio due contro due. Sapete a chi appartiene quell'impianto? Al comune, che lo mette a disposizione di chiunque voglia usufruirne. Lì ho capito la differenza, lì ho capito che il calcio italiano è in Lega Pro». «Faccio fatica a vivere nelle grandi città per cui a volte ho bisogno di staccare la spina - ha concluso - ma adoro Napoli, la sua umanità e il suo spirito sociale, adoro il fatto che se succede una cosa al tuo vicino è come se fosse successa a te. E' una città che ti dà un amore unico al mondo, ed è una sensazione che ogni allenatore dovrebbe provare» © Riproduzione riservata