Martedi 17 ottobre 2017 13:19

Cagliari-Napoli, storia di una rivalità: dal gesto dell’ombrello di Fonseca alla pallonata di Lavezzi

10 dicembre 2016



«Per noi e i nostri tifosi è come un derby», ha dichiarato l'attaccante rossoblù Marco Sau a pochi giorni da Cagliari-Napoli. E non è un mistero che la sfida sia particolarmente sentita, in particolar modo in Sardegna dove, effettivamente, i match con gli azzurri vengono vissuti manco fosse una stracittadina. Alla base di questa rivalità non sussistono, tuttavia, motivazioni territoriali, nè tantomeno storico-culturali. Quali sono, allora, le ragioni che fanno di Cagliari-Napoli una delle partite più accese - soprattutto in campo - della nostra Serie A?

Il gesto dell'ombrello di Fonseca

gesto-ombrello-fonsecaDopo decenni di reciproca indifferenza, i rapporti iniziano a diventare tesi nel 1992, quando l'attaccante uruguaiano Daniel Fonseca, idolo del tifo rossoblù, si trasferisce all'ombra del Vesuvio per 15 miliardi di lire (più il cartellino di Vittorio Pusceddu). In Sardegna non la prendono bene, ma la situazione precipita l'anno dopo quando, durante un Cagliari-Napoli, Fonseca realizza una doppietta ed esulta con un poco elegante gesto dell'ombrello rivolto ai suoi ex tifosi, che lo avevano ricoperto di fischi per tutti i 90 minuti.

Lo spareggio al San Paolo

Il punto di rottura tra le due tifoserie ha però una data ben precisa. E' il 15 giugno del 1997, il Cagliari conclude il campionato al quart'ultimo posto in coabitazione col Piacenza, è necessario quindi uno spareggio per decidere chi debba essere tra le due compagini a retrocedere in Serie B. La partita si gioca in campo neutro allo stadio San Paolo: il capoluogo partenopeo viene invaso da una marea di tifosi rossoblu - circa ventimila i cagliaritani presenti - , ben meno numerosa è invece la presenza emiliana. Al San Paolo si recano anche migliaia di napoletani, che decidono di schierarsi con il Piacenza, allenato da Bortolo Mutti che di lì a poche settimane sarebbe diventato il nuovo allenatore azzurro. Gli emiliani vincono 3-1, i napoletani presenti al San Paolo festeggiano sulle rovine di un Cagliari condannato alla retrocessione. Il popolo sardo si lega l'episodio al dito.

Gli anni Duemila: match infuocati e rimonte impossibili

Quel giorno, nel cuore del tifo cagliaritano, nasce una rivalità nei confronti del Napoli che riesce a trasmettersi dagli spalti al campo, al punto che il Sant'Elia diventa tra gli stadi più ostili in assoluto per i colori azzurri, dove le partite sembrano diventare quasi una questione di vita o di morte. Ne è dimostrazione il fatto che da allora, e per ben tre lustri, il Napoli non riuscirà più a portar via i tre punti dalle trasferte in Sardegna. Negli ultimi anni, complice anche il sempre più ampio divario tecnico tra le due squadre, gli azzurri sono riusciti a invertire la tendenza. Ciononostante, la sfida ha sempre regalato fortissimi emozioni: indimenticabile (per il tifo rossoblu) la sfida del 27 gennaio 2008, quando il Cagliari, sotto per 1-0, riesce prima a pareggiare e poi a vincere una partita incredibile con due gol nei minuti di recupero. Il trionfo fa esplodere il Sant'Elia e manda il visibilio il presidente Cellino che, in preda a una incontrollabile trance agonistica, urla a squarciagola "Napoletani di merda", il tutto a favore di telecamere.

Lavezzi mattatore in Sardegna: la pallonata ad Allegri e quel gol al 94'

Ancor più emozionante Cagliari-Napoli del 12 dicembre del 2009: azzurri in vantaggio per 2-0 con Lavezzi e Pazienza, poi ancora una rimonta del Cagliari con i gol di Larrivey, Matri e Jeda negli ultimi dieci minuti di partita, infine il pari di Bogliacino al sesto minuto di recupero per il 3-3 finale. Il match è stato consegnato alla storia anche per la pallonata del Pocho ad Allegri - allora sulla panchina del Cagliari - e per la sua sfrenata esultanza nel tunnel degli spogliatoi alla rete del 3-3. Nell'album dei ricordi della sfida c'è ancora posto per l'attaccante argentino e la sua incredibile cavalcata al 94' minuto con la quale regalò la vittoria al Napoli, nell'anno della storica qualificazione in Champions League.

Il Sant'Elia affila le armi

Sono quasi 8 anni, ormai, che il Cagliari non riesce a conquistare i tre punti. E' dal 2-0 dell'aprile 2009 (reti di Jeda - ancora lui - e Lazzari, in porta nel Napoli Bucci) che i tifosi rossoblù non conoscono la gioia della vittoria contro i partenopei. Da allora, tra San Paolo e Sant'Elia, solo pareggi e sconfitte (qualcuna pesante, come il 6-3 del 2012 a Fuorigrotta, o il 3-0 inflitto a domicilio con Benitez in panca). Il digiuno sarà sicuramente una motivazione più per il pubblico di casa, che ha praticamente polverizzato i biglietti ed è pronto a gremire lo stadio per spingere la squadra nel loro "derby".

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