Mercoledi 23 agosto 2017 13:47

Juventus-Napoli, Sarri: «A Torino a muso duro. Loro sono spinti da uno stadio, noi da una città»




CASTEL VOLTURNO (CE) - Il tecnico del Napoli Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida scudetto con la Juventus, in programma domani sera alle 20:45: «Andiamo a Torino con l'orgoglio di sfidare una grande squadra. In campo vogliamo mettere il cuore, l'anima e la follia di imporre il nostro gioco per interpretare l'orgoglio del popolo azzurro. E' stata una settimana normale affrontata con lo stesso impegno di sempre. Quella di domani è una partita importante certamente ma mancano tre mesi alla fine del campionato. Non ho visto né eccessi, né euforia e né tensioni. Credo che approcceremo bene mentalmente alla gara. Ho visto la squadra che si è allenata con la solita intensità, è chiaro che sono sfide che danno tanti stimoli e bisognerà far convergere questi stimoli in energia positiva in campo». «Avere una difesa solida è sempre una base che bisogna perseguire per arrivare lontano. Loro ce l’ha da anni, noi stiamo cercando in questa stagione di crearcela. La loro solidità è storica, la nostra è in crescita. Tatticamente sarà la solita Juve, sono una squadra che ha grande ampiezza e gioca molto sugli esterni. Bisognerà prendere qualche rischio per poter far giocare al meglio i nostri tre attaccanti». «La giocata di un singolo può far pendere la bilancia da un lato o l’altro. Loro hanno tanti singoli di qualità, ma anche noi non stiamo messi male come individualità. Non bisogna pensare che in panchina ci sia un Joystick, perchè spesso decidono i calciatori le partite. Io dico che dobbiamo avere la follia di andare a Torino ed imporre il nostro calcio. La Juve è sicuramente più abituata a questo tipo di sfide, ma noi abbiamo 4-5 giocatori di spessore internazionale che possono trascinare la squadra. Mi piacerebbe vedere un Napoli che abbia accumulato l’esperienza giusta per disputare questo tipo di match». «Noi non abbiamo obiettivo finale. Noi abbiamo l’unico obiettivo di far bene domani. E’ una sfida di un gusto enorme, la Juve sportivamente è la padrona del calcio italiano se si vede la storia ed i loro successi. Per noi è già motivo di orgoglio giocarcela alla pari con loro ma non ci basta certamente questo. Andremo a cercare il risultato come sempre. Quando non giochiamo alla nostra maniera diventiamo una squadra vulnerabile. L’unica via è quella di imporre sempre il nostro calcio. Magari ci proveremo e non ci riusciremo per merito della Juve, ma noi abbiamo il compito di fare la prestazione migliore». «A livello di fisicità abbiamo meno di loro e a maggior ragione dovremo cercare di mettere la sfida sul piano del palleggio per far sì che la loro potenza fisica sia meno impattante su di noi. I ragazzi non devono essere tesi, devono cercare il gioco con ostinazione e poi accettare serenamente ciò che dirà il campo. Speriamo di poter imporre la nostra manovra ma dovremo essere pronti anche a soffrire». «Molti mi hanno chiesto se questa sia la gara più importante della mia carriera, è la classica domanda che si fa a chi è partito dal basso. Io non provo nulla di diverso. Mi ritengo un fortunato ad essere tra gli allenatori professionisti e non ritengo che la partita di domani sia la più importante della mia carriera. Se non avessi avuto alle spalle le 500 gare che ho allenato, non sarei qui. Forse da punto di vista mediatico tutti considerano questa la sfida più importante della vita, ma credetemi per me ce ne sono state tante altre decisive personalmente». Sulla designazione arbitrale: «A questi livelli si parla di arbitri di assoluto valore. Orsato è un arbitro straordinario e per me va benissimo. Io non dico mai nulla della direzione arbitrale, al limite commento gli episodi. Ho avuto anche modo di complimentarmi con Irrati per la decisione presa all’Olimpico di interrompere la gara». «Sarebbe bello dare una soddisfazione ai nostri tifosi. Spiace che non siano allo stadio, è una grande ingiustizia e lo pensavo anche quando non sono potuti venire i sostenitori della Juventus al San Paolo. Non credo all’utitlità di queste pene collettive.  Per i nostri tifosi è una partita speciale. Avremo uno stadio contro ma una città dietro di noi che ci spinge. Vogliamo portere l’orgoglio della nostra gente in campo a Torino. Non sarà facile ma ci proveremo. Metteremo cuore ed anima, che è poi ciò che vuole il popolo azzurro». «Io non firmo mai per il pari - ha concluso - Ciò che mi dà piacere nel calcio è il gusto della sfida. Si va in campo e si gioca a viso aperto. E’ questo il bello del calcio».   © Riproduzione riservata