Mercoledi 23 agosto 2017 12:06

Palermo-Napoli, Sarri: «Non azzero il sogno, ma domani è un’incognita»




Maurizio Sarri non rinuncia ai sogni. Lo dice nella conferenza stampa di presentazione del match di domani in casa del Palermo. Il tecnico del Napoli, però, mette al primo posto la sfida del Barbera: «Dobbiamo pensare esclusivamente alla partita di domani e non distrarci per il risultato della Juve. Non si può fare tanto contro una squadra che continua a vincere da cinque mesi. A me non piacciono gli anticipi, bisognerebbe giocare tutti alla stessa ora». L'allenatore partenopeo, dopo l'avvicendamento sulla panchina rosanero, non si fida. «Troveremo un Palermo rivitalizzato a livello di motivazioni - afferma -. Hanno un organico che è superiore alla classifica che hanno. La partita sarà più difficile di quanto si pensa. Serve grande applicazione, il minimo accenno di superficialità potrebbe essere pagato a caro prezzo». L'arrivo di Novellino, a suo avviso, non dà punti di riferimento: «Il cambio in panchina può portare a delle novità sia da punto di vista del modulo, sia dal punto di vista del gioco. E' una partita piena di incognite. Naturalmente il nuovo tecnico non può cambiare tatticamente la squadra in 48 ore ma può dare una smossa sul piano delle motivazioni. Il Palermo è una squadra di buon livello, è una formazione pericolosa». Poi aggiunge: «Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto finora. Non abbiamo rimpianti, siamo sereni e ce la giochiamo fino in fondo. Dobbiamo pensare partita per partita, senza mai gettare lo sguardo alle altre squadre. Ieri, dopo l'allenamento, ho detto ai ragazzi che chi avrebbe guardato la partita della Juventus è una testa di... ». Sollecitato sul rinnovo contrattuale, Sarri non si sbottona: «La mia soluzione contrattuale non si risolve a Palermo, penso solo al campionato. Sarebbe un errore iniziare le trattative per il rinnovo in questo momento.  A fine stagione ne riparleremo». Ieri sera è arrivata l'ennesima vittoria della Juventus, che ha battuto in casa il Sassuolo. Il tecnico azzurro riconosce i meriti dei bianconeri, che vanno al di là della situazione economica: «Hanno una storia, delle sicurezze che gli permettono di raggiungere spesso e volentieri il risultato. Tra l'altro, c'è quel piccolo dettaglio dei 2-300 milioni di euro di fatturato. Ma questi sono gli stessi discorsi che possono far loro quando affrontano il Barcellona o il Real Madrid. Questo vuol dire che oltre lo strapotere economico hanno a disposizione un organigramma di assoluto valore». Sul sogno: «Non lo azzero fino all'ultima giornata, ma ci troviamo di fronte una squadra che sta facendo un cammino eccezionale. La nostra realtà di riferimento non può essere la Juventus, se guardiamo i nostri competitor possiamo dire di aver fatto qualcosa di bello». L'allenatore partenopeo conclude la conferenza tirandosi fuori dalla corsa per la Nazionale: «Sento la necessità di avere una squadra mia da allenare tutti i giorni, tra qualche anno non so». © Riproduzione riservata