Lunedi 23 ottobre 2017 22:36

13 giugno 1990. 25 anni fa l’altra “Mano de Dios” di Maradona, al San Paolo




«E' stata la mano de Dios», dichiarò Diego Armando Maradona il 22 giugno del 1986, dopo aver segnato il goal di mano all'Inghilterra durante i campionati mondiali di Messico 1986. Maradona bilanciò la furbata con una seconda rete, forse la più bella della storia del calcio, realizzata scartando mezza squadra avversaria. Ma c'è una seconda "Mano de Dios" mondiale del Pibe de Oro, meno ricordata. In questo secondo caso il teatro non è l'Azteca di Città del Messico, ma il suo San Paolo di Napoli.

Argentina-Unione Sovietica, Italia '90. Gli argentini non possono sbagliare. Sono reduci dalla sconfitta contro il Camerun a San Siro nella gara inaugurale. Maradona ha il vantaggio di giocare a Napoli la seconda partita del gruppo, contro i sovietici. Per lui, significa giocare in casa. La partita inizia male. Dopo soli otto minuti Julio Olarticoechea si scontra con portiere Nery Pumpido e i campioni in carica perdono l'estremo difensore titolare, che riporta un grave infortunio. Al suo posto entra Sergio Goycoechea. Col senno di poi, sarà una fortuna. Il nuovo portiere non ha neanche il tempo di riscaldarsi, va subito tra i pali, dopo 3 minuti di interruzione. La partita ricomincia con un calcio d'angolo. Kusnetsov anticipa Basualdo e il pallone sembra destinato in rete. Ma la "mano de Dios", ancora una volta, appare e devia la palla prima che entri in rete. L'arbitro svedese Erik Fredriksson, nonostante sia vicino, non si accorge della furbata di Maradona. Niente rigore, tantomeno espulsione per il capitano dell'albiceleste. L'episodio, avvenuto sullo 0-0, avrebbe potuto cambiare la partita. L'Argentina vince 2-0, con reti di Troglio, che gioca in Italia nella Lazio, e Basualdo. Per l'Unione Sovietica del colonnello Lobanovsky anche la beffa dell'espulsione di Bessonov. © Riproduzione riservata