Mercoledi 22 novembre 2017 17:15

Dare del democristiano non è reato, archiviata la querela a Sarri

13 dicembre 2016



Napoli-Inter, quarti di finale di Coppa Italia. I nerazzurri stanno per passare il turno, sono gli ultimi minuti di gara. Il tecnico azzurro, Maurizio Sarri, si rivolge al suo omologo Roberto Mancini in maniera colorita. Gli dà del «frocio», un appellativo che manda Mancini su tutte le furie. L'allenatore jesino, negli spogliatoi, rivela tutto ai microfoni di Rai Sport. Sarri minimizza tutto e si giustifica così. «Ho detto la prima offesa che mi è venuta in mente, gli avrei potuto dire democristiano». Da quell'episodio è passato un anno, ma uno strascico si è trascinato fino ad oggi. È stata archiviata la querela per diffamazione avanzata da Alberto Alessi, segretario nazionale della Democrazia Cristiana Nuova, ex deputato Dc. La decisione del gip del Tribunale di Napoli Claudio Marcopido evita il processo al tecnico azzurro, difeso dall'avvocato Fabio Fulgeri.

Secondo il giudice «l'affermazione non ha natura diffamatoria diretta, al più potrebbe essere allusiva, ma non tale da ledere la reputazione di un soggetto o gruppo di soggetti ben identificati, per altro nel caso di specie traslandosi il presunto oltraggio in un aggettivo, in tal senso proponendosi un ulteriore, sebbene subordinato rispetto alla questione di merito, problema di legittimazione a proporre querela, non essendo stata formalizzata una locuzione dispregiativa avverso una persona o gruppo di persone, ma al più verso una ideologia». Prosegue il gip: «l'indeterminatezza della frase, inoltre, rende incerta la reale valenza e volontà offensiva (in termini di rilievo penale) della locuzione: in tal senso occorrerebbe, infatti, conoscere l'imperscrutabile pensiero dell'indagato che ben potrebbe dare un senso negativo al termine 'democristiano', ma in senso esclusivamente politico e concettuale, pertanto così rientrando la sua affermazione entro i canoni della critica ideologica».

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