Sarri in conferenza stampa: «Dovremo avere la follia di venire qui a giocare il nostro calcio»
Sarri: «Domani vedremo a che livello siamo con le grandi squadre. Ai miei uomini ho chiesto solo di non essere timorosi».

14 febbraio 2017



MADRID - Il tecnico del Napoli Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa a Madrid alla vigilia del match contro il Real, valido per la gara d'andata degli ottavi di finale di Champions League: «Qui rischiamo in tutti i casi e questo è evidente. Fare una partita timorosa qui sarebbe controproducente. Quindi cercheremo di avere la faccia più tosta possibile. Dovremo avere la follia di venire qui a giocare il nostro calcio sapendo che anche se non ci riusciamo stiamo giocando contro i campioni di tutto quello che si può vincere. Per noi è importante vedere a che punto siamo nei confronti delle squadre top. Però la prima considerazione che deve fare la squadra, e che devo fare io, è che è molto bello venire al Santiago Bernabeu a giocare con il Real».

I dubbi sulla formazione

Il tecnico del Napoli è stato chiaro sulle sue difficoltà nello scegliere la formazione titolare: «L'unico dubbio è se giocare con tre o quattro punte, non ne ho altri. Farò giocare la formazione che ritengo più offensiva possibile e che nello stesso tempo mi garantisca una gamba per poter difendere. Non è che cambiando due uomini diventiamo una squadra capace di abbassarsi e contenere la furia del Real nella nostra area di rigore».

«Io vengo dal basso. E' un percorso che ti smorza sul piano emozionale»

Maurizio Sarri ha parlato delle sue sensazioni appena arrivato a Madrid: «E' chiaro che è bello venire a giocare qui e che è uno stadio importante, ma non è che arrivo dal nulla, ho fatto un percorso lungo: dai mille, ai duemila, ai cinquemila, fino ai quarantamila, sessantamila ed ora ottantamila spettatori. E' stato un percorso talmente lungo che ti smorza molto a livello emozionale. Ma è chiaro che siamo sempre al Bernabeu». Il tecnico del Napoli si è soffermato sulla sua esperienza da allenatore: «Per me è gratificante partire dal basso, è stato formativo. In alcune categorie vedi di tutto e di più, o cresci o muori. E' un percorso che, generalizzando, dovrebbe essere fatto da tutti, poi ci sono le grandi eccezioni. Guardiola lo ritengo il più grande tecnico attuale ed ha invogliato tanti grandi club ad andare su tecnici giovani e molti sono stati bruciati in prima battuta».

Quanto può influire il fattore campo?

«Abbiamo fatto anche trasferte dure, come quella col Besiktas che non era uno stadio semplice - ha dichiarato Sarri -.  Ma la nostra è una squadra che ha la possibilità di fare bene sia in trasferta che in casa perché è una squadra che, se prende il sopravvento, riesce a macinare gli avversari». Sul Santiago Bernabeu: «Sento tanti discorsi sullo stadio, ma la verità è che in questo stadio ha sempre giocato la squadra più forte, ed è normale che prenda questo alone mistico. Il Real ha sempre messo dentro grandi squadre». Brividi a giocare qui? «Lo saprò domani, sono reazioni individuali, è difficile generalizzare. L'unica cosa che ho chiesto alla squadra è di non essere timorosi».

«Contro i talenti non ci sono antidoti, puoi solo provare a limitarli»

Sul limitare i grandi campioni. «Contro il talento non è che ci sono grandi antidoti, altrimenti non sarebbero esistiti Maradona, Platini ed altri. Puoi limitarli, ma non di più. Alla fine un colpo di talento va a decidere la partita ed è anche giusto che sia così altrimenti giocheremmo alla playstation». Diego Armando Maradona? «Spero di vederlo, ma più che altro spero dica due parole alla squadra. Una leggenda che dà fiducia alla squadra è benzina». Marcare Ramos a zona? Sarri risponde con ironia: «Ha fatto 8 gol quest'anno mi pare e ne ha fatti 7 mentre era marcato ad uomo, dimmi tu cosa devo fare».

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