Giovedi 21 settembre 2017 14:24

Maradona e Napoli, una storia d’amore che dura dal 1984




Maradona è tornato a Napoli. Ieri sera, dinanzi all'hotel Vesuvio, c'erano centinaia di tifosi ad accoglierlo. Diego li ha ripagati con baci e con un «vi amo». La sua storia d'amore con la città dura oramai da 33 anni. La ripercorriamo con una fotogallery.

Maradona arriva a Napoli nell'estate del 1984. Ferlaino lo acquista dal Barcellona per 13 miliardi di lire, il trasferimento più costoso della storia del calcio fino a quel momento. Viene presentato il 5 luglio allo stadio San Paolo, dinanzi a 70mila spettatori. Le sue prime parole sono «buonasera napoletani, sono felice di essere con voi. Forza Napoli».
Maradona prende per mano una squadra che l'anno prima aveva evitato la retrocessione per un soffio. Gli azzurri risalgono la classifica fino all'ottavo posto. Diego mette a segno una tripletta nella partita contro la Lazio, segnando anche un goal su calcio d'angolo.
Il 3 novembre 1985 al San Paolo arriva la Juventus di Platini, prima in classifica con otto vittorie in otto partite. Dinanzi a più di ottantamila spettatori Maradona mette a segno una delle più belle punizioni della storia del calcio, aggirando la barriera posta a non più di cinque metri. I bianconeri perdono per la prima volta in campionato.
Il 23 febbraio 1986 è una data che segna una svolta nel rapporto tra Maradona e Napoli. Gli azzurri sono sotto di due reti al Bentegodi contro il Verona quando il pubblico di casa inizia a cantare «lavatevi». Maradona racconterà di essere diventato napoletano quel giorno. Segna due goal e conduce la squadra al pareggio. A fine partita va ad abbracciare il massaggiatore Carmando che, in lacrime, lo ringrazia per aver lavato l'umiliazione dei cori razzisti.
L'obiettivo per la stagione 1986/87 è lo scudetto, dopo il terzo posto dell'anno precedente. La sfida è contro la Juventus, le due rivali si trovano contro al Comunale di Torino il 9 novembre 1986. Il Napoli non vince in casa bianconera da 29 anni ma Maradona trascina la squadra ad un trionfo atteso quasi sei lustri. Il vantaggio iniziale di Laudrup è ribaltato dalle reti di Ferrario, Giordano e Volpecina. Il Napoli è solo in testa alla classifica.
Il 10 maggio 1987, pareggiando con la Fiorentina per 1-1 al San Paolo, il Napoli vince il primo scudetto, a distanza di 60 anni dalla fondazione. Maradona è il trascinatore della squadra e dopo il triplice fischio che proclama gli azzurri campioni d'Italia afferma «questa è casa mia».
Nel 1989 arriva anche la prima vittoria in campo europeo. Il Napoli batte Paok, Lokomotive Lipsia, Bordeaux, Juventus, Bayern Monaco e si qualifica alla finale di Coppa Uefa contro lo Stoccarda. Dopo la vittoria dell'andata per 2-1 al San Paolo, gli azzurri pareggiano per 3-3 in Germania e alzano la coppa. A Napoli è festa grande, i tifosi si riversano per strada fino a tarda notte.
Il 18 giugno 1989 è una data particolare nel rapporto tra i napoletani e Maradona. Per la prima e unica volta nella sua esperienza in maglia azzurra, l'argentino è fischiato dal pubblico del San Paolo. Accade durante Napoli-Pisa, finita 0-0. «Se non mi amano più non hanno che da dirlo: e io me ne vado», afferma furibondo Maradona a fine partita.
L'estate del 1989 tiene i tifosi del Napoli con il fiato sospeso. Maradona chiede a gran voce di essere ceduto all'Olimpique Marsiglia. Moggi e Ferlaino sono irremovibili: il calciatore resta in azzurro in base al contratto che lo lega al club fino al 1993. Maradona rientra in campo il 17 settembre 1989 nella partita contro la Fiorentina. Entra in campo al 45' con il Napoli sotto di due reti. L'asso argentino sbaglia un rigore, poi prende la squadra per mano e la trascina fino al goal del 3-2. La città esplode di gioia: Maradona è di nuovo azzurro.
La stagione 1989/90 si caratterizza per un lungo duello tra Napoli e Milan per lo scudetto. Le squadre restano appaiate fino alla penultima giornata quando il Napoli vince 4-2 a Bologna mentre i rossoneri cadono a Verona, perdendo 3-2. La settimana successiva gli azzurri vincono il secondo scudetto, battendo la Lazio per 1-0 al San Paolo.
L'ironia della sorte vuole che Italia e Argentina si sfidino nella semifinale dei mondiali di Italia '90 proprio al San Paolo, nel tempio di Maradona. Diego carica la vigilia dicendo che «gli italiani si ricordano di Napoli solo quando c'è da tifare la Nazionale». Una parte del pubblico firmerà un singolare patto di non belligeranza con Maradona. Dopo i fischi di San Siro, l'inno argentino è applaudito dal pubblico di Fuorigrotta. I napoletani allo stadio tifano sia Italia che Maradona. È una serata surreale. E l'Albiceleste passa ai rigori.
Il 1 settembre 1990 il Napoli batte la Juventus per 5-1 nella finale della Supercoppa italiana. Maradona e compagni surclassano i bianconeri con una prestazione da incorniciare dinanzi a più di 70mila spettatori. Sembra l'inizio di una nuova stagione trionfale, invece sarà l'ultima vittoria del Napoli di Maradona.
Il 17 marzo 1991 Maradona gioca l'ultima partita con la maglia del Napoli. Gli azzurri perdono 4-1 in casa della Sampdoria di Vialli e Mancini, lanciata verso la conquista dello scudetto. Il goal della bandiera degli azzurri è siglato da Diego su rigore. Poi arriva il risultato delle controanalisi che confermano la presenza di cocaina nelle urine di Maradona dopo Napoli-Bari. Il capitano del Napoli è squalificato per 2 anni e torna in Argentina. Non giocherà più in maglia azzurra.
Il 9 giugno 2005 Maradona torna a Napoli per la prima volta dopo 14 anni. È accolto da re, con centinaia di tifosi che inneggiano il suo nome dinanzi all'hotel Majestic dove l'argentino alloggia con la famiglia. Diego è in città per la partita di addio al calcio di Ciro Ferrara. Entra tra il primo e il secondo tempo per un giro di campo, il pubblico allo stadio va in delirio.
Nel febbraio 2013 Maradona è nuovamente a Napoli per una conferenza stampa in cui rispedisce al mittente le accuse di aver evaso il fisco. In occasione dell'incontro con i giornalisti bacia la maglia numero 10 del Napoli, confermando che l'amore per Napoli e per il Napoli non è mai cessato.
Maradona si concede anche una notte da tifoso al San Paolo nel 2014. Il Napoli batte la Roma per 3-0 nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Diego esulta ad ogni degli azzurri con le braccia al cielo e riceve gli applausi del pubblico. Al suo fianco c'è il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.