Lunedi 20 novembre 2017 03:07

Assalto al pub di Londra, il proprietario in visita a Napoli: «Voglio abbracciare la città»




Sono passati quasi due anni dal vile attacco in cui alcuni ultras napoletani assaltarono e distrussero il Piebury Corner, un pub londinese situato a poca distanza dall'Emirates Stadium. Era la sera di martedì 1 ottobre 2013, e mancava circa un'ora all'inizio della partita di Champions League con l'Arsenal. Un locale devastato, vetrine distrutte, undicimila sterline di danni, e un uomo ricoverato in ospedale con una profonda ferita alla testa: questo il resoconto di una follia collettiva, che oggi Paul Cambell, proprietario del pub, prova a ricostruire. «Ricordo tutto di quella sera - si legge sull'edizione online de Il Mattino - Mi trovavo fuori al locale per mettere la musica, c'entro c'erano una trentina di persone sedute a consumare, un altro centinaio si trovava fuori a mangiare. A quel punto sono sbucati da una via laterale circa ottanta tifosi del Napoli e hanno iniziato a sfilarci davanti, guidati da Jason Philpott, un tifoso del Millwall. A quel punto sono iniziate a volare sedie e tavoli contro i clienti, il dj del mio locale è stato aggredito dall'ultras del Millwall mentre io sono stato scaraventato contro le vetrine». «Avevo paura - continua - C'erano molti bambini, non sapevo come difendere i miei clienti. Uno di loro è stato ferito gravemente, un altro ha lottato da solo contro tre napoletani che cercavano di portar via il registratore di cassa. Poi abbiamo iniziato a sentire le sirene della polizia e i napoletani sono fuggiti via, mentre Jason Philpott è rimasto lì ancora un pò prima di andar via. Il tutto sarà durato un minuto, ma è sembrata un'eternità, lo spavento più grande di tutta la mia vita». Non è un caso che Paul sia tornato a parlare di quello spiacevole episodio proprio in questi giorni. Il proprietario del Piebury Corner ha infatti deciso di venire a visitare la nostra città insieme alla moglie e ai due figli. Nessun rancore verso i napoletani dunque, dal momento che l'uomo ha avuto sin da subito l'occasione di conoscere la vera Napoli e dei tifosi azzurri: «E' stato sorprendente quanto accaduto dopo l'aggressione, abbiamo ricevuto una marea di messaggi da parte dei napoletani sparsi in tutto il mondo. Ci hanno offerto ospitalità e invitato a conoscere la vera Napoli, ci hanno inviato tazze, peluche, qualcuno ci ha inviato una fornitura di caffè napoletano per il bar. Un ottantenne napoletano che vive a Londra ci ha inviato una lettera con allegate venti sterline, scusandosi di non aver potuto offrire di più. Non è stato il solo episodio di solidarietà, in totale ci sono state inviate circa duecento sterline, che sono state distribuite tra i ragazzi che ci hanno dato una mano a ripulire il locale. Tutto questo mi ha commosso molto». «Andrò in vacanza in Puglia con la mia famiglia - conclude Pual - Ma sabato sarò a Napoli l'intera giornata per abbracciare la città e i suoi abitanti, e ringraziarli per la generosità e l'affetto che ci hanno dimostrato. Quello che è successo dopo l'aggressione mi ha fatto capire che a Napoli vivono tante brave persone e in quel giorni ho deciso che l'avrei visitata. Non vedo l'ora che arrivi sabato». © Riproduzione riservata