Lunedi 27 febbraio 2017 16:56

I quattro errori del Napoli contro il Real da non ripetere al San Paolo

16 febbraio 2017



Il Napoli si blocca al cospetto del Real Madrid. Al Santiago Bernabeu finisce 3-1. Risultato giusto, sacrosanto, sigillato dai padroni di casa con almeno tre o quattro occasioni da rete non sfruttate. Agli azzurri resta il goal di Insigne, su cui si basano le residue speranze di agguantare una qualificazione che avrebbe del miracoloso. Allo stato attuale, infatti, la squadra di Sarri appare nettamente inferiore rispetto all'undici di Zidane, che per la sfida di ritorno recupererà anche Bale. Il calcio, però, non è materia per matematici e la partita del 7 marzo potrebbe riservare qualche sorpresa. Il Napoli, chiamato a segnare due goal, non dovrà ripetere i quattro errori che hanno portato alla sconfitta di ieri sera.

L'assenza di un centravanti

Nella partita di ritorno, Mertens non dovrà giocare al centro dell'attacco. La prestazione del belga c'entra relativamente, è l'assenza di centimetri davanti che fa la differenza. Mertens è coraggioso, ci mette il massimo impegno, ma non ha fisicità per far salire la squadra contro un avversario che, diversamente dalla maggioranza delle squadre che giocano in Serie A, pressa con estrema decisione in fase offensiva. Difensori e centrocampisti sono costretti ad uscire palla a terra in ogni situazione, perché lanciare significherebbe perdere il possesso e farsi attaccare nuovamente. Il lancio dalla difesa è una possibilità che piace poco a Sarri ma, in partite come quelle contro il Real, è un'extrema ratio a cui non si può rinunciare. E serve qualcuno là davanti che possa contendere la palla spalle alla porta.

L'atteggiamento

Con due reti da recuperare, il Napoli non ha niente da perdere. Al San Paolo, dunque, si potrà giocare senza la paura che ha attanagliato gli azzurri nella sfida di ieri. Sia chiaro: avere timore del Real Madrid è umano, ma ora il Bernabeu è un ricordo. Al San Paolo ci sarà la spinta e l'affetto del pubblico. Gli azzurri dovranno giovarsene per imporre il proprio atteggiamento. Giocare con autorità contro il Real Madrid non è possibile, ma dovranno venire meno i passaggi frettolosi e imprecisi visti ieri sera. La palla non dovrà scottare e le gambe dovranno mulinare più velocemente del solito. Bisognerà offrire ad ogni giocatore in possesso di palla almeno due soluzioni per far male in fase offensiva ed evitare di perdere palla e subire sanguinosi contropiedi.

La copertura dal centrocampo

Il Napoli, ieri sera, ha preso due reti nel secondo tempo da situazioni in cui il centrocampo non ha coperto a dovere la difesa. Se la prima rete è causata da alcuni errori di posizionamento della retroguardia, i goal di Kroos e Casemiro sono due conclusioni senza opposizione. In occasione della rete del tedesco, manca la copertura di Hamsik, con Diawara che assume una posizione intermedia, lasciando spazio alle sue spalle. Lo slovacco appare in area solo quando la mezzala avversaria ha scoccato il tiro. In occasione del goal di Casemiro, i centrocampisti azzurri si appiattiscono sulla linea difensiva e ci mettono un attimo di troppo ad uscire. È vero che il brasiliano estrae un coniglio dal cilindro, ma ha cinque metri davanti, la visuale libera e tutto il tempo per caricare il tiro.

Quando Casemiro tira, non c'è opposizione dai centrocampisti

Il coraggio sugli esterni

Il Napoli, al San Paolo, dovrà avere più coraggio sugli esterni. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi. Se giocheranno Bale e Cristiano Ronaldo, saranno tempi durissimi per i poveri Hysaj e Ghoulam, tenendo conto che Marcelo e Carvajal non disdegnano la fase offensiva. Tenere troppo bassi gli esterni, però, significherebbe lasciare i due assi del Real liberi di gestire le proprie energie. Se Bale e Ronaldo dovranno seguire Hysaj e Ghoulam, avranno qualche metro in più da attaccare quando la squadra recupera palla. Il vantaggio vero, però, è nella distanza tra i reparti. Il Napoli dovrà restare corto a tutti i costi. De Laurentiis, ieri sera, ha criticato la decisione di Sarri di tenere la linea difensiva alta. Il tecnico, invece, ha fatto la scelta giusta. Il Real Madrid è composto da undici giocatori con i piedi educati, sempre pronti al cambio di gioco. Abbassando la linea, il Napoli si esporrebbe alle aperture orizzontali in profondità. Stando alti, invece, il Real potrebbe sì aprire il gioco, ma con lanci che permetterebbero all'esterno e alla mezzala di prendere posizione rispetto all'ala ricevente.

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