Lunedi 25 settembre 2017 02:52

Mazzola rivela: «E’ vero, nel ’71 feci pressioni sull’arbitro. Che sofferenza togliere lo scudetto al Napoli»




21 marzo 1971, al Meazza si gioca Inter-Napoli. Gli azzurri arrivano in casa della capolista sotto di due punti, ma vincendo la partita avrebbero l'occasione di cambiare le sorti del campionato. Alla fine del primo tempo il Napoli è in vantaggio per 1-0 grazie a una rete di Altafini. Poi nell'intervallo accade qualcosa di strano, l'arbitro Gonella viene avvicinato nel suo spogliatoio da alcuni giocatori nerazzurri. Tra loro, l'attaccante Sandro Mazzola. Nella ripresa, grazie anche ad una serie di decisioni poco felici del direttore di gara, l'Inter riesce prima a pareggiare con un calcio di rigore molto dubbio, e poi a ribaltare il risultato, mettendo così fine alle speranze scudetto del Napoli che concluderà il campionato al terzo posto. «In effetti con Gonella, nello spogliatoio, non fui molto tenero - ammette oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, l'ex attaccante dell'Inter e della Nazionale in un'intervista rilasciata a Il Mattino - Fu certamente sbagliato andare da lui, e di questo mi pento, però il direttore di gara ne aveva combinate di cotte e di crude durante il primo tempo. Quello che feci quel giorno resta comunque una delle poche cose che non rifarei, contribuire a non far vincere lo scudetto al Napoli è sempre una sofferenza, anche per me». «Agnelli si era messo in testa di portarti alla Juventus, mi offrì il doppio di quello che guadagnavo all'Inter, ma alla fine decisi di rimanere a Milano. A Napoli però sarei venuto, il caffè del massaggiatore azzurro era una vera delizia, quando venivo a giocare al San Paolo con la maglia del'Inter qualcuno della squadra azzurra diceva che non dovevo averlo perchè ero un avversario, per fortuna c'era Antonio Juliano che me lo portava personalmente». © Riproduzione riservata