Domenica 19 novembre 2017 03:58

Koulibaly: «Amo Napoli, è una città stupenda. Niente Real o Barcellona, voglio vincere qui»

17 novembre 2016



Il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly, in una lunga intervista concessa a France Football, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sua esperienza in azzurro: «Ricordo ancora quando sono arrivato al Napoli, la mia fortuna è stata che in quel periodo c'erano i Mondiali. Le stelle della squadra non erano lì, ad eccezione di Callejon e Hamsik. Così ho potuto conoscere facilmente gli altri giocatori. Poteva essere per me complicato confrontarmi subito con i top player, invece ho avuto la possibilità di vincere pian piano la timidezza, sia in campo che fuori. E poi ho avuto la possibilità di imparare velocemente l'italiano a scuola, così ho appreso alcuni principi fondamentali che mi hanno subito aiutato a migliorare, perché nello spogliatoio tutti gli stranieri parlano italiano».

«Su Napoli, che dire? - ha proseguito Koulibaly - Io amo questa città! E' bella, c'è il sole, c'è il mare. I napoletani sono persone davvero accoglienti. Mi sento molto bene qui. E' un posto dove si respira calcio. Il patron De Laurentiis ne è la prova. Ama profondamente il suo club, è un presidente atipico, ma dà tutto per farci progredire, è un uomo buono. Come lui, qui, tutti sono pazzi Napoli! In città firmiamo solo autografi e scattiamo foto, ovunque andiamo, ci sono così tante persone che si rivolgono a noi che diventa difficile camminare, ma onestamente questo non mi preoccupa».

«Quando ricevi dei complimenti da uno come Maradona è davvero incredibile e ti rende orgoglioso. Ha anche chiesto la mia maglia, sono rimasto scioccato! Mi ha anche mandato una foto per ringraziarlo, era come se fossi in Paradiso. Ora non vedo l'ora di incontrarlo».

«Penso che ci sia il razzismo in tutto il mondo. Non ne parliamo ma esiste, anche nel mondo del calcio. Maradona ha detto che se fossi bianco giocherei nel Barcellona o nel Real Madrid. Io dico che se un giorno dovessi giocare per uno di questi club, sarà attraverso il mio lavoro, attraverso i miei sforzi e nient'altro. Oggi comunque la questione non si pone perché non voglio. Sono a Napoli e voglio vincere titoli qui».

Koulibaly ha concluso parlando proprio del brutto episodio di razzismo in cui si trovò coinvolto durante Lazio-Napoli dello scorso anno: «E 'stato davvero fastidioso, è triste che la gente paghi il biglietto per venire a gridare contro di me, queste persone poi non fanno altro che dare una brutta immagine all'Italia. Alla fine della partita, però, un bambino è venuto da me a chiedermi scusa. Gli ho regalato la mia maglia perché ho visto nei suoi occhi e nelle sue parole tutta l'innocenza che aveva, che nonostante la giovane età era contro tutte queste stupidaggini».

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