Martedi 22 agosto 2017 01:34

Il Napoli punisce un brutto Cagliari con un secco 3-0, azzurri a -5 dalla Champions




CAGLIARI - Il Napoli è definitivamente fuori dal tunnel. Gli azzurri vincono la terza partita consecutiva, battendo al Sant'Elia un Cagliari sempre più vicino alla retrocessione. Successo importante per la classifica che riporta la squadra di Benitez a -5 dalla zona Champions. Per Conti e compagni è l'ennesima brutta pagina di questo campionato. Troppi limiti tecnici per la squadra di Zeman che pure inizia con un atteggiamento volenteroso. I sardi appaiono propositivi in avvio, e provocano un paio di ammonizioni tra le file avversarie. Valeri punisce col giallo Koulibaly, protagonista di una disattenzione rimediata con un fallo, e Maggio, che ferma con le cattive Avelar. Zeman sa bene che il Napoli fraseggia a lungo in difesa per cercare poi  lo sbocco in avanti e impone pressing e raddoppi in fase offensiva. I giocatori eseguono nei primi minuti, poi la pressione cala. I padroni di casa, quando hanno palla, cercano con insistenza gli esterni. Mancando un centravanti vero, Farias e Sau si appoggiano a M'Poku per creare la superiorità numerica. Gli azzurri, nonostante l'avvio poco brillante, arrivano in un paio di occasioni al tiro con Higuain. L'argentino, dopo dieci minuti, scalda le mani a Brkic. Pochi minuti dopo, si ripresenta al tiro: Hamsik lo pesca in area, ma la sua conclusione è deviata oltre la traversa. Al 24' il Napoli va in vantaggio. Disastro della coppia centrale del Cagliari: Rossettini e Ceppitelli si fanno prendere in mezzo da Callejon che sfrutta l'assist in verticale di Hamsik e deposita in rete. Anche il Napoli non scherza in quanto a strafalcioni difensivi e dopo trenta secondi rischia di incassare il pareggio. La retroguardia partenopea si addormenta e M'Poku si ritrova solo dinanzi ad Andujar. Serve un provvidenziale recupero di Callejon per evitare il peggio. Il portiere del Napoli, quattro minuti dopo, chiude la saracinesca rispondendo di piede ad un diagonale di Avelar. La reazione del Cagliari è tutta qua. La curva inizia a intonare contro i calciatori, la squadra si disunisce e il Napoli ne approfitta per abbassare i ritmi. Al 38' la squadra di Benitez va vicina al raddoppio: Hamsik conclude una bella azione con un tiro di destro all'incrocio ma Brkic vola e salva in angolo. Il secondo goal del Napoli arriva comunque, nel primo minuto di recupero del primo tempo. La linea difensiva cagliaritana si muove male su una seconda palla, parte un cross dalla destra e Pisano, nel tentativo di anticipare Insigne, fa secco Brkic con un colpo di testa. L'incornata è mirabile, ma si insacca nella porta sbagliata. Piove sul bagnato per i sardi che tornano negli spogliatoi sotto di due reti. Zeman decide di giocare il secondo tempo con una punta  di ruolo. Al rientro in campo schiera Longo, inserendolo al posto di Sau. Non cambia granché. I cagliaritani non ritrovano verve, si gioca su ritmi bassi. La situazione è ideale per il Napoli e Benitez decide di far rifiatare alcuni titolari. Il primo cambio è Gabbiadini per Hamsik al 56'. Avvicendamento indovinato, l'ex doriano ci mette tre minuti per segnare. La sua fiondata da fuori area è imparabile per Brkic ma, ancora una volta, la coppia di centrali del Cagliari lascia a desiderare, concedendo troppo spazio. Segnato il 3-0, meglio far recuperare energie ad Higuain. Al suo posto entra in campo Duvan. La risposta di Zeman è un doppio cambio: Cossu per Farias e Joao Pedro per Ekdal. Al momento delle sostituzioni, pioggia di fischi dagli spalti. Al 65' ingenuità di Maggio che si fa ammonire nuovamente per un fallo su Cossu e viene espulso. Anche in superiorità numerica il Cagliari non ingrana. Benitez ridisegna la squadra inserendo Mesto a destra, richiamando in panchina Callejon. E' il Napoli ad andare vicino al 4-0 con un altro siluro di Gabbiadini che sibila a pochi centimetri dal palo sinistro della porta di Brkic. Il primo tentativo del Cagliari nella ripresa arriva a un quarto d'ora dalla fine: un colpo di testa di Longo che termina alto sulla traversa. C'è questo e nient'altro nel secondo tempo della squadra di Zeman. © Riproduzione riservata