Martedi 12 dicembre 2017 13:02

Milik: «I napoletani mi danno la carica. Il rientro? Non mi sbilancio»
L’attaccante del Napoli torna a parlare dopo l’operazione: “Il ginocchio sta bene, tornerò più forte di prima”.

18 novembre 2016



Arkadiusz Milik torna a parlare. Lo fa ai microfoni di Sky, a distanza di quasi due mesi dall’infortunio patito durante Polonia-Danimarca. L’attaccante resterà fuori ancora qualche mese a causa della rottura del legamento crociato anteriore poi ricomposta con un’operazione chirurgica a Villa Stuart. Il 22enne, che aveva iniziato la sua esperienza napoletana con ben 4 goal in sette partite, è però molto fiducioso circa il recupero.

«Rientro? Non so quando avverrà»

«Il ginocchio sta bene – rivela Milik -, tornerò più forte di prima. Dopo soli 40 giorni dall’operazione, sono tornato a correre. I fisioterapisti mi dicono che sono sulla strada giusta. Lavoro duro ogni giorno, ma non so quando tornerò. Non voglio sbilanciarmi, ma spero di rientrare il prima possibile. Vorrei comunque tornare a lavorare in campo con l'inizio del nuovo anno».

«Momenti come questo aiutano a crescere»

La rottura del crociato è stato un fulmine a ciel sereno ma Milik mostra di avere la tempra giusta. Il polacco, ricostruendo i momenti più bui legati all’infortunio, trova uno spunto motivazionale: «Ho vissuto il momento più brutto quando i medici della nazionale mi hanno detto che mi sarei dovuto operare per tornare a giocare. Il peggio oramai è passato, ma so che momenti come questi rendono più forti».

«Tornerò più forte per ripagare i napoletani»

Dopo tre mesi all’ombra del Vesuvio, Milik ha già imparato ad apprezzare l’affetto dei tifosi azzurri. «Napoli è una città caotica e passeggiare in tranquillità è difficile per noi calciatori. Ma c’è grande passione. Dopo l’infortunio ho ricevuto tanti attestati di affetto dai napoletani. La gente mi ferma e mi dice di tornare quanto prima possibile. Sento forte il calore della gente ed è una sensazione meravigliosa. Quando tornerò in campo darò il mio meglio anche per loro».

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