Mercoledi 23 agosto 2017 08:06

Milan-Napoli. Sarri: «Difesa in emergenza, ma c’è la carica di Maradona»

20 gennaio 2017



«A San Siro sarà un banco di prova sia per il Napoli che per il Milan». Maurizio Sarri, nella conferenza stampa di presentazione della partita di domani, dipinge il match come un'esame di maturità per entrambe le squadre. «Sarà una sfida difficilissima che potrà dirci a che punto siamo come maturazione. Il Milan in casa è molto forte. Hanno ricompattato l'ambiente e sono in condizione». La partita di domani sera sarà un banco di prova fondamentale anche in ottica classifica. «Bisogna vincere gli scontri diretti, la media delle prime cinque squadre è altissima. Siamo di fronte ad un campionato in cui non si può sbagliare nulla».

Articoli correlati

Milan-Napoli, prova di maturità da un miliardo di telespettatori

I convocati azzurri: c'è una sola defezione

Milan-Napoli, le probabili formazioni

Emergenza difesa

Il Napoli arriva alla sfida contro il Milan con qualche problema in difesa. Senza Ghoulam e Koulibaly, impegnati in Coppa d'Africa, e con gli altri centrali in condizioni fisiche precarie. «L’emergenza difesa c’è stata tutta la settimana , ci siamo allenati con difensori della Primavera. Albiol ha qualche linea di febbre, Tonelli ha fatto oggi tutta la seduta, domani mattina vedremo com'è la condizione generale». E Pavoletti? «Mi sembra stia progredendo ma deve lavorare ancora per arrivare al top della condizione».

Carica Maradona

Non poteva mancare qualche parola sull'incontro con Maradona, ospite mercoledì a Castel Volturno. «Ero più commosso che emozionato. Diego rappresenta il calcio e rappresenta il Napoli. È un idolo assoluto che ha coinvolto anche le nuove generazioni». «Spero - prosegue il tecnico - che queste sensazioni speciali le abbia lasciate anche ai calciatori, penso che avere accanto un personaggio così immenso possa darci tanta iniezione di forza e determinazione». Maradona, in questo Napoli, dove giocherebbe? Sarri non ha dubbi: «Dove vuole». «È l'unico giocatore - spiega - che può vincere le partite da solo. Per lui non conta il modulo, basta che la squadra sia organizzata. Poi in campo Diego sapeva fare sempre la differenza in qualsiasi posizione».

© Riproduzione riservata