Domenica 24 settembre 2017 03:34

Gullit: «Maradona, il più forte di tutti. Quanto razzismo tra nord e sud in Italia»

20 gennaio 2017



Domani sera Milan e Napoli si sfidano a San Siro. Una partita che negli anni ottanta metteva di fronte due leggendari numeri dieci: Diego Armando Maradona e Ruud Gullit. Il campione olandese ha rilasciato un'intervista a Repubblica, celebrando la grandezza dell'avversario. «Ci chiedevamo tutti come fermare Maradona. Per me è stato ed è il più grande. In tanti preferiscono Pelé. Ma io Pelé l'ho visto in tv mentre con Maradona ci ho giocato». «Se mi dite di Messi e di Cristiano Ronaldo - prosegue Gullit - vi rispondo che loro possono dribblare, Diego no, doveva saltare per forza l'avversario, altrimenti gli avrebbero rotto la gamba, infatti Andoni Goikoetxea, il macellaio di Bilbao, gli fratturò la caviglia».

«Diego meglio di Messi e CR7»

Maradona meglio di Messi e Cristiano Ronaldo? «Sì. Per genialità e generosità. Allora gli attaccanti non erano protetti dal regolamento. L'arbitro fischiava il fallo solo se le gente come me veniva abbattuta. Oggi per fortuna è diverso. Messi e Ronaldo hanno una squadra che lavora per loro, sono l'ultimo meraviglioso pezzo di una catena di montaggio, Maradona era solo, preda degli avversari. Buttarlo giù era una croce al merito. Un'altra cosa che mi piace di Diego è che nessuno dei suoi compagni ne ha mai parlato male. Significa che per loro c'era sempre».

«In Italia mi colpì il razzismo tra nord e sud»

Chiosa sul razzismo negli stadi: «Devo dire che più che il disprezzo verso i neri mi colpì l'odio che una parte degli italiani aveva verso altri italiani, la divisione tra nord e sud e tra regioni. Non sopportate voi stessi e poi anche i neri. Forse perché io ero alto e atletico in faccia nessuno mi urlava niente, avevano paura».

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