Venerdi 22 settembre 2017 06:18

Europa League, Napoli-Wolfsburg: come gioca la squadra tedesca




L'esito dell'urna di Nyon non è stato dei più felici per il Napoli. Gli azzurri incontreranno il Wolfsburg nei quarti di finale di Europa League. I tedeschi, freschi mattatori dell'Inter, rappresentavano una delle squadre da evitare alla vigilia del sorteggio ma, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, eliminarli significherebbe giovarsi di una spinta psicologica in vista delle semifinali e dell'ipotetica finale. Ma che squadra è il Wolfsburg? L'undici di Dieter Hecking è al secondo posto in Bundesliga, alle spalle della corazzata Bayern. Il cinquantunenne tecnico dei biancoverdi, in carica dal 2012, ha gestito in modo perfetto l'era post-Dzeko. In tre anni ha risalito la classifica del campionato tedesco, partendo dall'undicesima posizione della stagione 2012/12 fino all'exploit di quest'anno. La piazza, grazie a lui, ha ritrovato fiducia ed entusiasmo. La Volkswagen Arena è sempre piena quando gioca il Wolfsburg. Amante del 4-2-3-1 come Benitez, Hecking ha più o meno gli stessi problemi dell'allenatore del Napoli. Il Wolfsburg è una squadra che attacca e segna tanto ma, allo stesso tempo, lamenta lacune difensive gravi. In campionato la squadra subisce più di un goal a partita (28 in 25 partite) e in Europa League le cose non vanno meglio con 12 reti incassate in 10 incontri. Nonostante giochi con due mediani di rottura come Guilavogui e Luiz Gustavo, il centrocampo in qualche caso non riesce a dare una mano alla linea difensiva, composta da una coppia di centrali fisici ma complessivamente poco rapidi come Naldo e Knoche e da Rodriguez e Vieirinha, terzini bravi più ad offendere che a difendere. Al di là dei limiti in fase passiva, il Wolfsburg è comunque un'ottima squadra che non si trova per caso al secondo posto della Bundesliga con nove punti di vantaggio sulla terza. I goal li prende ma, allo stesso tempo, li fa. Dalla cintola in su la squadra di Hecking è dotata di ottime individualità che possono mettere in difficoltà qualsiasi difesa. La filosofia della compagine è fare un goal in più dell'avversario e con elementi come Perisic, Schurrle, De Bruyne, Dost e Caligiuri va spesso a finire così. Il loro 4-2-3-1 è basato sullo sfruttamento, in fase offensiva, della rapidità degli esterni che spesso cercano, attraverso il cambio di passo, di creare la superiorità numerica. Un po' quello che fa anche il Napoli quando riparte. Il centravanti della squadra è Bas Dost, olandese di 24 anni, che fa goal in Bundesliga una volta ogni 76 minuti. Dopo un avvio di stagione in sordina, è esploso a dicembre e, da allora, sta dimostrando il suo valore a suon di goal. Alle spalle di Dost agisce De Bruyne, classe 1991, l'elemento di maggior valore del Wolfsburg. Il trequartista belga, nato come ala sinistra, è tra i più promettenti del panorama europeo. E' rapido, tecnico, bravo a servire assist ed ha un ottimo tiro, anche sui calci piazzati. Va marcato con attenzione quando si muove dalle linee perché è nella terra di nessuno tra difesa e centrocampo che De Bruyne costruisce le sue fortune. Sugli esterni, in attacco, agiscono - di solito - Perisic a sinistra e Schurrle a destra. I due non hanno bisogno di presentazioni. Sono veloci, imprevedibili e vedono la porta. Rappresenteranno una brutta gatta da pelare per la difesa del Napoli che soffre i giocatori rapidi, bravi a tagliare in mezzo. Per quanto riguarda il reparto offensivo, il Wolfsburg ha calciatori di valore anche in panchina. Con gente come Zhang, Caligiuri, Arnold e l'ex juventino Bendtner, Hecking può cambiare anche a partita in corso lasciando pressoché invariato il potenziale della squadra. © Riproduzione riservata