Giovedi 19 luglio 2018 04:12

Sarri vince il Trofeo Maestrelli: «Che esperienza allenare il Napoli!»
Il mister ha mandato un messaggio alla squadra: «Dobbiamo vivere senza complessi, con follia, per vincere la singola partita senza pensieri».

20 marzo 2018

MONTECATINI TERME (PT) - Ancora una soddisfazione per l'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri: il tecnico dei partenopei ha vinto il 35esimo Trofeo Maestrelli. Questa sera, al teatro Verdi di Montecatini, si è tenuta la cerimonia di premiazione. Di seguito le parole dell'allenatore azzurro intervenuto sul palco per ritirare il premio: «A volte i casi della vita sono incredibili. Sono nato a 800 metri dal San Paolo e da bambino tifavo Napoli perché, ingenuamente, pensavo che ognuno dovesse fare il tifo per la squadra della città in cui era nato. Poi mi hanno trascinato verso la Fiorentina, che per me non è una squadra normale. Dopo 50 anni mi sono trovato ad allenare il Napoli, un’esperienza che auguro a tutti coloro che fanno questo lavoro con il cuore e con l’anima perché è un’esperienza forte».

«Anche il meteo sembra dipendere dal Napoli»

Secondo Sarri, quello che ha trovato all'ombra del Vesuvio è unico al mondo: «Quello che si vive qui è irripetibile. Si respira calcio, si vive calcio: si ha la sensazione che anche il meteo dipenda da ciò che ha fatto il Napoli!». Non è mancata qualche parola sul suo arrivo sulla panchina azzurra: «Lo scetticismo con cui sono stato accolto è normale. Vengo dai dilettanti, ho scalato tutte le categorie ed ogni anno mi trovato davanti a questo tipo di reazioni. Forse è una condizione che mi porta a rendere meglio».

Ad un passo dal Milan

Eppure il tecnico del Napoli è stato molto vicino alla panchina rossonera: «Ho ricevuto una chiamata da Galliani, il giorno dopo ho parlato con Carli e mi disse che era giusto andarci a parlare. Così ho fatto: la seconda volta mi ha detto che mancava solo il benestare di Berlusconi, ma che ero il nuovo allenatore del Milan. Non andò così, sono contento perché ho conosciuto il dottore che è un personaggio straordinario».

«Se sono diventato l'allenatore che sono oggi lo devo all'Empoli»

Per gli azzurri continua il sogno scudetto: «Facciamo il possibile: dopo il record di punti nel primo anno hanno pagato la clausola di Higuain ed abbiamo fatto 86 punti. Ora siamo a 73 e dobbiamo pensare solo a fare meglio dell'anno scorso. Dobbiamo vivere senza complessi, con follia, per vincere la singola partita senza pensieri. Se diventiamo pesanti di testa non abbiamo più possibilità». L'allenatore dei partenopei ha voluto ringraziare la società toscana, che ha rappresentato un tassello importante nella sua crescita professionale: «Se in questo momento sono un allenatore che ha coraggio e la voglia di esprimere certe idee, lo devo a Carli e a tutto l'ambiente dell'Empoli. Lì ti insegnano a non aver paura di nessuno e che si può perdere senza paura: mi hanno fatto crescere tantissimo».

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