Lunedi 25 settembre 2017 09:39

Drone, caffè e sigaretta, così Sarri si è preso il Napoli




DIMARO (TN) - Il campo di calcio come un tavolo del Risiko. Il nuovo Napoli di Sarri nasce all'insegna della strategia. Lavoro tattico a tutto spiano sul prato verde di Dimaro, il nuovo tecnico spende una buona parte delle sessioni di allenamento per costruire quegli automatismi che, da settembre, dovranno fare le fortune della squadra. Lavora su tutti i reparti e sulle interdipendenze tra i reparti stessi. Vuole risolvere quelle falle difensive che hanno afflitto la formazione nella scorsa stagione. La squadra lo segue, tutti si sono messi a disposizione. Il drone li guarda dall'alto e registra. Movimenti, linee, tagli, diagonali. Tutto finisce immagazzinato nell'aggeggio volante che volteggia sulla testa dei calciatori. E' stata la grande novità del ritiro di quest'anno, insieme alla macchina sparapalloni per allenare i portieri. Sarri si aggira sul campo, parla con i calciatori quando si simulano situazioni di gioco. Vuole ricreare gli automatismi perfetti che hanno fatto giocare bene il suo Empoli negli ultimi tre anni. Sigaretta sempre in mano, Sarri somatizza la tensione mandandola in fumo. Sa che il Napoli è l'occasione della vita. Ha deciso di puntare su 4-3-1-2 e 4-3-3 come assetti di base. E c'era da aspettarselo. Vuole dare maggiore consistenza al centrocampo per evitare che la difesa si ritrovi senza uno schermo, come nella scorsa stagione. E' per questo che una buona parte del lavoro tattico è dedicato alla fase difensiva. In Italia si fa bene quando si subiscono pochi goal, Sarri lo sa e vuole arrivare a fine agosto con una squadra preparata sulle azioni in cui non ha il possesso della palla. Per conciliare il lavoro tattico con la preparazione atletica, Sarri tiene la squadra ad allenarsi sul campo di Dimaro molte ore a giorno. Doppie sedute lunghe, per non lasciare nulla al caso. La sua unica velleità, durante le sessioni, è il famoso caffè del magazziniere Tommaso Starace. Un piccolo sfizio per darsi la carica. Ce n'è bisogno. © Riproduzione riservata