Domenica 24 giugno 2018 14:31

Napoli, una stagione da ricordare: il gruppo che ha scritto la storia
Gli azzurri ci hanno creduto, ma il tanto desiderato scudetto non è arrivato. Anche se un sogno, ai tifosi, lo hanno regalato davvero.

21 maggio 2018

Unica, emozionante, combattuta, indimenticabile. È difficile trovare le parole giuste per descrivere la stagione del Napoli. Un campionato avvincente, di quelli che non si vivevano da anni. Gli azzurri lo avevano deciso l’estate scorsa, quando si sono riuniti per siglare il "patto scudetto". Sarebbero rimasti tutti all'ombra del Vesuvio per provare a regalare un sogno alla città: vincere il tricolore. 365 giorni dopo non hanno conquistato il titolo, ma hanno fallito solo a metà. Perché un sogno, ai tifosi, lo hanno regalato davvero.

Un gruppo da record

Il Napoli ha chiuso la stagione a quota 91 punti, tenendo aperto il campionato fino alla penultima giornata. Un punteggio record: mai i partenopei lo avevano raggiunto e mai, prima degli azzurri, una squadra italiana lo aveva toccato senza portare a casa lo scudetto. Ma non si tratta di numeri e basta. Sarri ed i suoi sono riusciti ad entusiasmare tutti gli appassionati di calcio con “il gioco più bello d’Italia”, di cui s'è tanto parlato in questa lunga annata calcistica. La capacità di far diventare arte fraseggio e verticalizzazioni, facendo riscoprire, anche ai più disillusi, l'amore per questo sport.

L'amore del San Paolo

E lo sanno bene i tifosi partenopei, che hanno ringraziato e sostenuto la squadra in ogni momento della stagione. Consapevoli più che mai della grande impresa che gli azzurri stavano tentando di compiere. Ne è testimonianza la splendida immagine del San Paolo nella gara contro il Crotone, alla 38ª di campionato. Senza più sogni da poter realizzare, i tifosi del Napoli erano tutti lì a cantare insieme alla squadra, a ringraziare gli uomini di Sarri per la fenomenale stagione che li ha fatti sentire, come non succedeva dal 1990, ad un passo dallo scudetto.

Il cammino del Napoli

È stata una stagione lunga, dove non sono mancate le difficoltà. Nonostante l’avvio sprint, con 14 risultati utili consecutivi in Serie A (fino alla sconfitta casalinga con la Juventus, ndr) il Napoli ha dovuto fare a meno di due pedine fondamentali. Prima l'infortunio di Milik e poi quello di Ghoulam hanno tolto al Napoli quelle energie e quelle qualità che, forse, avrebbero potuto fare la differenza. Ma gli azzurri non hanno mollato, e si sono candidati (per la seconda volta nell'era del sarrismo) campioni d'invero. Ma non è bastato.

Il momento più bello

Il girone di ritorno è stato un vortice infinito di emozioni. Dalla sconfitta con la Roma dopo la vittoria al 93' della Juventus sulla Lazio, al sudato trionfo al San Paolo con il Chievo. Passando per il pareggio a Sassuolo e per la gara più importante della stagione: quella all'Allianz Stadium, quando Koulibaly al 90' ha fatto piangere una città intera. «Abbiamo perso in albergo» ha detto Sarri, quando la sconfitta al Franchi ed il pareggio con il Toro hanno messo la parola fine al sogno scudetto. Ma alla fine poco è importato. Perché il cammino degli azzurri è stato il più grande regalo per i tifosi partenopei. Che nonostante gli addii e le difficili riconferme, sperano di poter cantare anche il prossimo anno "abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione".

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