Venerdi 17 novembre 2017 18:40

Il Napoli riparte da Pescara, cosa c’è di nuovo nella squadra azzurra




Sono passati solo tre mesi dall'ultima sfida di campionato contro il Frosinone. Eppure, in casa Napoli, sembra passata una vita. Lo spartiacque è stata la cessione di Higuain. Un piccolo tsunami che ha segnato il punto di rottura tra una squadra che fondava le proprie fortune sulle giocate dell'argentino è una che dovrà primeggiare grazie al gioco. Sarri lo ha detto ieri in conferenza stampa: servono nuove soluzioni. Il nuovo Napoli riparte dall'antico sul piano del modulo. Sarà 4-3-3, anche la campagna acquisti ha confermato l'intenzione di mantenere immutata l'impostazione dell'anno scorso. In difesa è cambiato poco e niente. Nell'attesa del recupero di Tonelli e dell'acquisto di un difensore duttile (Criscito?), la retroguardia sarà la solita. Il centrale che avrà compiti di impostazione sarà ancora Koulibaly che, in coppia con Albiol, terrà alta la linea proprio come vuole Sarri. A centrocampo la principale novità è rappresentata dal novero di scelte a disposizione del tecnico. Nell'attesa degli arrivi di Diawara e Rog, e del recupero di Giaccherini, stasera ci sarà il solo Zielinski a disposizione in panchina. Sarà suo il compito di dare, a partita in corso, quell'apporto di freschezza e qualità che è mancato nella passata stagione. Probabile un suo ingresso nella ripresa, non necessariamente al posto di Hamsik. Sarri, infatti, lo ha provato anche nel ruolo di mezzala destra. Gli inserimenti dei centrocampisti in zona goal dovranno essere una delle armi in più di questa squadra. L'allenatore si aspetta un apporto cospicuo in termini di segnature. In tal senso si inquadra l'acquisto di Milik. L'attaccante polacco è particolarmente abile nel creare spazi e nel dialogare con chi gioca alle sue spalle. Viene spesso incontro per fare sponda o aprire sulle fasce oppure si allarga per portare via l'uomo e aprire un corridoio centrale. Diverso è il lavoro che farà Gabbiadini. L'attaccante bergamasco cerca spesso la profondità ed è più portato a tentare movimenti 'ad elastico', facendo finta di venire incontro per poi attaccare lo spazio.