Martedi 21 novembre 2017 01:46

22 giugno 1986, quando Maradona cambiò la storia del calcio in cinque minuti

22 giugno 2017



Che non sarebbe stata una partita come le altre, per la storica rivalità e la scottante questione delle isole Falkland, lo sapevano tutti. Ma che quel giorno si sarebbe scritta una delle pagine più incredibili della storia del calcio, forse, lo immaginavano in pochi. Furono sufficienti, invece, appena cinque giri di lancette perchè Argentina-Inghilterra, quarto di finale del Mundial 86, rimanesse scolpita per sempre nell'iconografia dello sport più bello del mondo. A firma, ovviamente, del più forte calciatore di tutti i tempi.

La mano de Dios

22 giugno 1986, Città del Messico, stadio Azteca. Siamo al sesto minuto di gioco del secondo tempo quando Diego Armando Maradona si avventa come un falco su un pallone a campanile alzato per errore nell'area inglese da Steve Hodge. La sfera sembra facile preda del portiere Peter Shilton, che con il suo metro e 83 sovrasta di quasi venti centimetri il Pibe de Oro. A quel punto Maradona devìa il pallone con la mano: il tocco è beffardo, la palla supera l'estremo difensore britannico e rotola in porta.
«Venite ad abbracciarmi, o l'arbitro non convaliderà», sussurra Diego ai suoi compagni di squadra. Il signor Ali Bin Nasser non si accorge dell'infrazione e indica il cerchio di centrocampo. Ai giornalisti, subito dopo il match, Maradona negherà il fallo: «L'ho presa con la testa, non l'ho toccata di mano, semmai c'è stata la mano di Dio». L'ammissione ufficiale avverrà solo anni dopo: «Chi ruba a un ladrone ha cento anni di perdono. Se potessi scusarmi e tornare indietro lo farei, ma un gol è sempre un gol e grazie a quello l'Argentina ha vinto il Mondiale e io sono diventato il più grande giocatore del mondo».

Il gol del secolo

Sono passati appena cinque minuti dalla contestatissima realizzazione di mano. Minuto 11 del secondo tempo, Maradona riceve un pallone nella sua metà campo, danza sulla sfera, si libera con una piroetta di due avversari e parte in volata verso la porta dell'Inghilterra. Appena nove tocchi di palla ed è di nuovo faccia a faccia col portiere, tallonato da Butcher. Col decimo tocco mette fuori causa Shilton, l'undicesimo anticipa di una frazione di secondo l'intervento del difensore e manda la sfera in porta. Undici tocchi, dieci secondi, sessanta metri percorsi a filo d'erba e metà Inghilterra seminata. Maradona ha appena spianato la strada alla sua nazionale verso la semifinale, ultimo atto prima della conquista della Coppa del Mondo. E lo ha fatto come solo lui avrebbe potuto fare, mettendo a segno quello che anni dopo sarà consegnato alla storia del calcio come Il gol del secolo. Dopo l'avventura messicana, il ritorno a Napoli, con il primo storico scudetto, la Coppa Uefa e il bis tricolore. Ma questa è un'altra storia.

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