Mercoledi 18 ottobre 2017 02:06

De Laurentiis: «Ciro ucciso dalle autorità. Rifarò il San Paolo, ma lo Stato è assente»




NAPOLI - «Ho preso l'impegno con De Magistris di presentare un progetto per il San Paolo entro poche settimane, ma consiglio a tutti i presidenti di non fare nulla prima che Alfano risolva i problemi riguardanti la sicurezza negli stadi». Così il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, in occasione della presentazione del libro "Ciro Vive" al Maschio Angioino. De Laurentiis è un fiume in piena e ha parole durissime per le autorità: «A che serve il Daspo? Che controlli ci sono in stadi dove entra di tutto? Ho pagato multe alla Uefa per 60mila euro perché allo stadio entrano bombe di ogni tipo. Lo Stato e la Uefa cosa fanno? Ci mettono una multa! Le cose non si risolvono con una multa, servono leggi». «Gli steward sono inutili - ha proseguito il patron azzurro -, spendo 1.5 milioni di euro all'anno per pagarli. Ma non servono a niente, sono sottopagati e non hanno interesse a farsi spaccare la testa. Se uno gli intima di togliersi, loro lo fanno senza problemi. In altri stati europei la polizia è dentro lo stadio, noi vogliamo fare i democratici. Renzi dice che dobbiamo pagare un contributo, ma un contributo per fare cosa? Dateci 200 poliziotti a stadio con la possibilità di dar loro delle indicazioni». La filippica De Laurentiis nei confronti della politica continua con un'accusa precisa:  «I responsabili dell'omicidio di Ciro Esposito sono le autorità. E' gravissimo che ministro degli Interni abbia saputo reprimere la furia degli ultras è gravissimo. Quando si parla di Daspo resto basito, forse i politici non vogliono reprimere i violenti perché ambiscono ai loro voti. Bisogna estirpare queste persone dagli stadi, mi da fastidio che dopo un anno non si siano ancora prese misure preventive. Roma viene ancora considerata una città sicura nonostante la morte di Ciro e la devastazione della "Barcaccia" da parte dei tifosi del Feyenoord. Neanche un chilometro quadrato hanno saputo presidiare». Il presidente del Napoli è tornato anche sulla finale di Coppa Italia dell'anno scorso, usando parole di fuoco nei confronti delle forze dell'ordine. «In Italia ci sono molti poliziotti bravissimi, ma tanti altri non funzionano. Un buon Questore era Tagliente, colui che ha organizzato la finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli dove tutto andò bene. Ci riunimmo in una caserma e stabilimmo le linee guida. Chiamai un dirigente delle Ferrovie dello Stato per evitare che i tifosi venissero in treno a Roma. Vennero tutti in auto o in pullman con i mezzi dell’Atac che dall'autostrada li portarono all'Olimpico. Due anni dopo non c’era più Tagliente. C’era anche un nuovo capo dell’Osservatorio per gli eventi sportivi che appena mi vide la prima volta esclamò: “Ah ciao Aurelio, io vengo da Salerno e non ci capisco niente di calcio”. Ma allora che ti hanno messo a fare lì?». © Riproduzione riservata