Delusione azzurra al San Paolo, ancora un pareggio




NAPOLI - Due punti in altrettante partite. Contro squadre in lotta per non retrocedere. E' stentato il finale di gennaio del Napoli, che non riesce a battere il Chievo al San Paolo. Troppa imprecisione e una manovra eccessivamente macchinosa dinanzi a una squadra chiusa: gli azzurri hanno mostrato le stesse difficoltà delle scorse stagioni in questo tipo di partite. Eppure i presupposti positivi c'erano tutti: un pareggio esterno da riscattare e un nuovo acquisto, Jorginho, da scoprire. Invece, il Chievo parte bene e tiene botta nei primi dieci minuti. I partenopei palesano fin da subito difficoltà nella fase di costruzione. I veneti ne approfittano e trovano il goal. Nessuno riesce a fermare Sardo che ancora una volta è mattatore del Napoli. La bella rete del clivense palesa la mollezza della fase difensiva azzurra che troppe volte lascia liberi i centrocampisti avversari. Riprende il gioco e il Napoli continua a stentare. Tanta imprecisione e poche emozioni. Higuain fallisce da pochi passi, sul San Paolo cala il gelo. Da quel momento, l'unica emozione è il palo di Mertens. Il belga chiude sul legno un tiro sul palo corto, a Puggioni battuto. Oltre, il nulla. Quasi imbarazzanti i due terzini, Maggio e Reveillere. Nel secondo tempo, le difficoltà azzurre restano le stesse. Il Chievo si accontenta, arroccandosi in difesa. I problemi, a quel punto, si moltiplicano per il Napoli. Per mandare il pallone dalla difesa all'attacco, gli azzurri ci mettono anche dieci passaggi. Troppi. Entra Jorginho per Dzemaili, ma la musica non cambia. Al 67' è ancora Mertens a colpire il palo su punizione. Splendida la conclusione, tanta la sfortuna. Non è serata. Callejon sottotono non fa mai breccia, Higuain si perde tra le maglie gialloblu. Gli azzurri giocano male, sul San Paolo inizia ad aleggiare lo spettro della sconfitta. Corini annusa aria di colpaccio e si copre, mettendo Estigarribia per Paloschi. Negli ultimi dieci minuti, i partenopei iniziano a mostrare segni di stanchezza. Insigne colpisce un legno da buona posizione. Niente da fare. Segnare la rete del pareggio tocca ad Albiol. Lo spagnolo riesce ad insaccarla sugli sviluppi di un angolo con la complicità di Puggioni, tutt'altro che impeccabile nell'occasione. Negli ultimi minuti, tra perdite di tempo e l'espulsione di Corini, l'assalto azzurro è sterile. Vincere sarebbe stato troppo. Agli azzurri non resta che tifare per le avversarie delle dirette concorrenti. Per il resto, c'è ancora da lavorare. © Riproduzione riservata