Martedi 19 settembre 2017 18:54

De Laurentiis in commissione Antimafia: «Siamo ostaggio negli stadi»
Il presidente è stato chiaro: «Calcio italiano? Bisognerebbe fare tabula rasa, questo è invece il Paese dei compromessi, dei "non si può fare"».

28 giugno 2017



Fa sentire la sua voce Aurelio De Laurentiis durante l'audizione in Commissione parlamentare Antimafia. Il presidente del Napoli, insieme ad Enrico Preziosi e a Claudio Lotito (presidenti del Genoa e della Lazio) è stato ascoltato dalla commissione presieduta da Rosy Bindi circa i rapporti tra il calcio e ultras. Queste le dichiarazioni del patron azzurro, riportate dall'edizione odierna de Il Mattino: «Dall'81 esiste una legge, la 91, che non è mai stata aggiornata, io la abolirei. Noi siamo ostaggio negli stadi, non possiamo fare nulla, non si possono avere rapporti coi tifosi, per esempio». De Laurentiis è stato chiaro: il calcio italiano ha bisogno di una svolta: «Sono contento di questa audizione che credo debba dare corso ad un seguito di rapporti con le rappresentanze del mondo calcistico per poterlo rifondare. [..] Bisognerebbe fare tabula rasa, questo è invece il Paese dei compromessi, dei "non si può fare"».

3 maggio 2014, Napoli-Fiorentina

Il presidente del Napoli ha parlato anche di quanto accaduto a Roma, la sera della finale di Coppa Italia del 2014, dove perse la vita Ciro Esposito: «Io non ho mai conosciuto Genny 'a carogna». Poi, la ricostruzione degli eventi all'Olimpico: «Allo stadio trapelava la notizia della morte di Esposito e la curva del Napoli era in subbuglio. C'era grande agitazione, i tifosi volevano fare invasione di campo. Ero in tribuna e a un certo punto sono andato dall'allora prefetto Pecoraro per invitarlo a fare una comunicazione e dire che il ragazzo non era morto. A quel punto la questura di Roma accompagnò il nostro capitano Marek Hamsik sotto la curva per cercare di spiegare lo stato delle cose a questi signori».

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