Lunedi 20 novembre 2017 12:50

Carli: «Sarri testone intelligente, ma abbiamo rischiato di fare a pugni»

29 marzo 2017



«Scelsi Sarri perché mi ricordavo di un pazzo furioso sulla panchina della Sangiovannese e del Sansovino. Un pazzo che mi aveva trasmesso emozioni. E pazienza se veniva da una serie di esoneri». Il ds dell'Empoli, Marcello Carli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha ricostruito tre anni di lavoro con l'attuale tecnico del Napoli. «È un fuoriclasse, un amico vero ma almeno 3-4 volte abbiamo rischiato di fare a cazzotti. Parlo di pugni veri. Lui è un testone intelligente». «Se non riusciva a preparare gli schemi su punizione - ricorda Carli -, magari a causa del vento, se ne andava imbufalito convinto che la domenica avremmo preso gol su calcio piazzato. Io mi divertivo a entrare nella sua stanza e a spostargli un foglio o il pacchetto di sigarette. Che lui rimetteva a posto. Mi ha detto che ha imparato in banca a essere organizzato».

Nel 2015 Sarri è passato al Napoli, dove ha trovato una realtà diversa rispetto a Empoli. «Maurizio era preoccupato del apporto con i campioni. Invece dopo un mese Hamsik e Higuain lo adoravano. Il campione ama chi ti fa giocare bene e vincere». E ora? «Lui non deve mai dimenticarsi che De Laurentiis ha avuto il coraggio di consegnargli una panchina prestigiosa. Coraggio che altri presidenti non hanno avuto. In più ricordo a Maurizio che lui ha bisogno dell’habitat giusto per rendere al meglio. Napoli è un mondo perfetto per lui».

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