29 aprile 1990, 27 anni fa il secondo scudetto del Napoli




29 aprile 1990. Il Napoli batte 1-0 la Lazio al San Paolo con un goal di Marco Baroni e vince il secondo scudetto della sua storia, a tre anni di distanza dalla prima affermazione. Il trionfo degli azzurri arriva alla fine di un anno tribolato, ricco di polemiche, vissuto in un'atmosfera di delirio generale dettata dall'attesa per i mondiali di calcio del 1990. La sfida per il titolo è tra il Napoli di Maradona e il Milan degli olandesi. Sarà una lotta senza esclusione di colpi che raggiungerà l'apice ai primi di aprile.

Maradona intervista i compagni negli spogliatoi (Rai)
L'8 aprile il Napoli pareggia 0-0 al Comunale di Bergamo contro l'Atalanta, il Milan fa pari con lo stesso risultato a Bologna. Entrambe le partite sono segnate da due episodi controversi. A Bergamo una monetina colpisce Alemao, a Bologna non viene convalidato un goal ai padroni di casa di Marronaro, nonostante la palla fosse entrata di mezzo metro. La giustizia sportiva assegnerà al Napoli la vittoria a tavolino per 2-0, scatenando feroci polemiche con un Berlusconi, già numero uno del Milan, imbufalito.

Lo stadio San Paolo prima di Napoli-Lazio

I due punti di Bergamo, in ogni caso, si riveleranno ininfluenti per i destini dello "scudetto dei mondiali". La gerarchie si delineano definitivamente due settimane dopo. Il Napoli vince 4-2 proprio a Bologna, portandosi sul 3-0 già dopo 16 minuti. Il Milan va in vantaggio a Verona contro l'Hellas ma nel secondo tempo la situazione precipita. Sacchi viene espulso per proteste dall'arbitro Rosario Lobello, rosso anche per Van Basten, Rijkaard e Baresi. Il pareggio del Verona ad opera di Sotomayor fa saltare lo scudetto rossonero e il goal di Pellegrini a pochi minuti dalla fine manda definitivamente all'inferno il Diavolo.

Il Napoli torna sul tetto d'Italia e si vendica dello scudetto strappato dal Milan nel 1988. La vittoria azzurra, con Alberto Bigon in panchina e Luciano Moggi nel ruolo di direttore generale, arrivò grazie ad un Maradona formato mondiale, autore di 16 reti. L'asso argentino incanta il pubblico e fa impazzire i dirigenti. In estate dice di non voler tornare, sceglie di trasferirsi al Marsiglia, ma alla fine si ripresenta al San Paolo e guida una squadra fortissima ad un'affermazione di assoluto valore, in uno dei campionati più competitivi della storia del calcio.

In quella Serie A c'erano gente come Van Basten, Gullit, Rijkaard, Matthaus, Brehme, Voeller, Giannini, Baggio, Baresi, Maldini. Oggi ricorrono 26 anni dall'ultima giornata di quel campionato, l'ultimo vinto dal Napoli. I tifosi azzurri non lo dimenticano e sognano un nuovo trionfo tricolore. Lo scudetto è già da tempo il desiderio principale della piazza napoletana che, ora come allora, spera di riscattare sul campo le tante offese che, domenica dopo domenica, le vengono rivolte dalle tifoserie avversarie.

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